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Tfr e tredicesime per operai Tradeco, scattano i pignoramenti alla Carige di Imperia fotogallery

Una storia che va avanti dal 2015 da quando il Comune ha rescisso il contratto

Imperia. Alla fine hanno vinto loro, gli operai. Anche se c’è un ultimo passaggio da superare. Dopo un’estenuante attesa tra ricorsi e decisioni del tribunale questa mattina l’avvocato Salvatore Sciortino e la figlia Maria José, così come disposto dal giudice Antonella Ruocco, si sono presentati  insieme all’ufficiale giudiziario, si sono presentati alla Banca Carige di via Berio a Imperia. In “missione” per poter ritirare il denaro: una cifra superiore ai 275  mila euro, oltre al 2% così come previsto per legge. Questa mattina si sono succedute diverse telefonate tra gli avvocati dei lavoratori del Comune, degli operai e della banca.

riviera24 - Tradeco

Una cosa è certa: il denaro spetta di diritto ai lavoratori della Tradeco di Imperia. “Martedì verranno ritirati gli assegni circolari per 35 operai – spiegano gli avvocati Maria Josè e Salvatore Sciortino -  Questi saranno poi depositati in Tribunale. Perchè si possa passare all’incasso passerà ancora un mese, chiederemo al giudice di fissarci l’udienza nel più breve tempo possibile. Speriamo che gli operai possano incassare quel denaro entro l’inizio dell’estate”.

Il Comune potrebbe però ancora opporsi a questa procedura e quindi “frenare” la consegna degli assegni. “Ora tutto è nelle mani del giudice – ripetono i due legali che curano gli interessi dei lavoratori - ma il passaggio più complesso, dopo una mattinata convulsa di telefonate e colloqui, possiamo dire che è stata superata”.

Anche per gli altri operai, ovvero una ventina, vi sarà una procedura analoga. Complessivamente sono 54 dipendenti che attendevano buste paga e indennità di fine rapporto prima di essere assunti dalla Teknoservice. Da precisare che il Comune vanta ancora un credito dalla Tradeco e quindi potrebbe rivalersi sulla società di Altamura.

“Una storia che si trascina dal 2015 – afferma l’avvocato Salvatore Sciortino, che tutela gli interessi dei lavoratori – C’è una sentenza del giudice e quella va rispettata in toto. Il Comune deve pagare, a noi interessa solo quello. I lavoratori sono esasperati e giustamente non possono più aspettare soldi che già dovevano incassare due anni fa”.

Una vicenda che non ha mancato di assumere scontri politici molto accesi e che hanno visto finire nel mirino il sindaco Carlo Capacci. In particolare Piera Poillucci di Forza Italia aveva più volte sottolineato come “la presa di posizione del sindaco, tanto ottusa quanto illegittima, stava provocando non solo un grave danno erariale di cui dovrà rispondere, in uno con l’amministrazione, nelle opportune sedi, ma continuava anche a negare ai lavoratori il giusto soddisfacimento dei loro diritti. Il Comune di Imperia, che oggi non ha le risorse per il pareggio di bilancio, mi chiedo quanto abbia speso sin qui e quanto ancora spenderà per violare la legge ed i diritti fondamentali dei lavoratori”.

Per Giuseppe Fossati di Imperia Riparte è “per il comune di Imperia una nuova sconfitta inerente il pagamento delle somme dovute ai lavoratori ex Tradeco”. Ancora Fossati: “Il Comune di Imperia è riuscito nell’impresa di proporre un’opposizione per motivazioni ritenute dal Giudice “inammissibili” ed “infondate”, con un danno per l’ente di circa 120.000 euro, per spese legali dovute alla controparte, cui si aggiungeranno, ovviamente, quelle del proprio difensore. Qualche cifra, così, uscendo dal tecnico, si passa al concreto, ossia ciò che interessa ai cittadini: il debito di Tradeco verso i lavoratori era di 173.000 euro circa; a seguito dei decreti ingiuntivi e del primo pignoramento presso terzi, considerate le spese legali, il Comune doveva pagare ai lavoratori 302.000 euro circa, con possibilità di eventuale rivalsa integrale di detta somma verso Tradeco. Il Comune non ha voluto pagare e si è arrivati ad un pignoramento diretto contro il Comune; a seguito del pignoramento presso la tesoreria comunale e Carige ed alla opposizione respinta dal Tribunale, il Comune deve oggi pagare 420.000 euro circa, con impossibilità giuridica di recuperare da Tradeco la differenza di circa 120.000 euro per le spese legali legate al nuovo pignoramento ed alla opposizione “inammissibile” ed “infondata””.

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