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Rossetti: “Cure per anziani, malati psichici e disabili, una rivoluzione sanitaria a carico dei malati liguri”

"Piccole e medie imprese, onlus e ordini religiosi si vedranno decurtate le tariffe del 40 e del 30 per cento"

Genova. “La giunta regionale propone nuove regole per la cura degli anziani, dei malati psichiatrici e dei disabili. Ma le logiche perseguite non sono l’adeguatezza della cura stessa e lo stato di salute delle persone come proposto dal Pd. I contratti con gli enti accreditati, infatti, sono impostati con l’unico obiettivo di risparmiare il più possibile”, lo ha dichiarato il consigliere regionale di opposizione Sergio Rossetti (Pd), “Il lombardo Locatelli, direttore di Alisa e vero assessore alla Sanità ligure, ritiene che, a 65 anni, malati psichiatrici e disabili all’improvviso guariscano, per cui le strutture che li ospitano – piccole e medie imprese, onlus e ordini religiosi – si vedranno decurtate le tariffe del 40 e del 30 per cento. Non volendo inserire nemmeno la revisione delle prestazioni, inevitabilmente questi soldi saranno richiesti dalle residenze sanitarie alle famiglie. Così dal progetto di cura personalizzato Viale e il centrodestra passano all’automatico scarico dei costi su famiglie e tutori. Purtroppo tutto tace sulle migliaia di liguri che attendono una risposta adeguata nelle residenze per anziani”.

“Abbiamo descritto alcuni casi emblematici di persone non autosufficienti che aspettano anche 5 anni per un ricovero (che le famiglie, di solito, si pagano fino all’indebitamento)”, ha aggiunto, “Ma la Giunta ligure non ha aperto bocca e la maggioranza, come al solito, ha obbedito. Aspettiamo ora gli annunci roboanti sulla “rivoluzione della sanità ligure”… peccato che mancherà una precisazione importante: e cioè che il servizio sarà a carico del malato. Un’altra critica che abbiamo mosso come Pd riguarda l’impostazione degli standard strutturali. Contiamo sul ripensamento del super direttore Locatelli, chiesto peraltro da tutti i gestori del sistema sociosanitario. Applicare nuovi standard abitativi significa mentre in crisi le strutture dei piccoli Comuni e dell’entroterra, quelle delle ex Ipab e quelle di edifici storici. Su tale questione abbiamo chiesto uno studio, per sapere quanti posti letto si perderebbero, quante residenze sanitarie chiuderebbero e quante riduzioni di posti di lavoro ne potrebbero derivare”.

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