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Porto di Imperia Spa, archiviata l’inchiesta sulla bancarotta

A finire nel registro degli indagati nomi illustri come Francesco Bellavista Caltagirone, Pietro Isnardi, Gian Franco Carli

Imperia. Ci sono voluti quattro mesi, ma ora c’é il verdetto del giudice Paolo Luppi. L’inchiesta sulla presunta bancarotta che riguardava il fallimento della Porto di Imperia Spa finisce in archivio. Indagati “prosciolti” da ogni accusa così come aveva giá richiesto, nel dicembre scorso,  il sostituto procuratore della Repubblica Alessandro Bogliolo.

 Il motivo è presto detto: anche nell’ultima perizia contabile depositata negli uffici della procura,  non vi sarebbero i presupposti per processare gli indagati legati alla vicenda che riguardava la società che gestiva lo scalo nautico ora nelle mani della GoImperia.

Secondo la perizia contabile, arrivata dopo una richiesta di proroga delle indagini da parte del pm Bogliolo, non sarebbero emerse alcune irregolarità non solo nella costruzione, ma anche nella stessa gestione dell’approdo turistico. Elemento che gli avvocati difensori hanno riscontrato leggendo i documenti contabili e dopo essersi consultati con il pm che conduce l’inchiesta.  Nella vicenda era finito anche il deposito ex Salso con la sua acquisizione.

A finire nel registro degli indagati nomi illustri come Francesco Bellavista Caltagirone,  quindi Andrea Gotti Lega, Delia Merlonghi, Pietro Isnardi, Gian Franco Carli, Paolo Calzia e Beatrice Cozzi Parodi. Per loro é arrivata un’altra bella vittoria che apre nuovi importanti scenari.

Un’inchiesta che si era concentrata su alcune operazioni finanziarie che erano state considerate dubbie e poco trasparenti. Per questa ragione si era proceduto ipotizzando i reati di di bancarotta, ma anche dichiarazione infedele e dichiarazione fraudolenta, false comunicazioni sociali. Prima di Pasqua, la bella sorpresa: cade l’accusa e ora si aprono nuovi interessanti scenari a pochi mesi dalla sentenza assolutoria in Corte d’Appello per tutti gli imputati.

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