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Diano Marina, Chiappori: “Il 28 assemblea sui migranti con gli abitanti di Gorleri e Serreta” foto

Lo ha detto stamane a margine di un incontro con il suo collega di Avigliana in merito all’accoglienza dei profughi in Val Susa

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Diano Marina. “Incontrerò gli abitanti di Gorleri e Serreta per capire la loro volontà sull’accoglienza ai migranti nelle canoniche delle due frazioni”. Lo ha detto stamane il sindaco Giacomo Chiappori a margine di un incontro con il suo collega di Avigliana e a quelli della provincia di Imperia in merito all’accoglienza dei profughi in Val Susa.  “Saranno loro a decidere se l’operazione gestita dalla Fondazione Costa ( ha incontrato ieri i responsabili ndr) andrà o meno in porto. Io l’ho detto più volte: Diano Marina non può ospitare migranti. Sarebbe un danno per l’immagine turistica che sta per iniziare una nuova stagione balneare e non vogliamo problemi”, ha detto chiaramente Chiappori.

riviera24 - giacomo chiappori

“Nel Golfo Dianese – ha ribadito il concetto  il primo cittadino – non abbiamo strutture comunali per ospitarli. In compenso hanno fatto chiudere alberghi per delle sciocchezze e forse ora le vogliono riaprire per sistemare i migranti?  Una cosa del genere sarebbe assurda. Non condivido il modello Avigliana presentato oggi non solo perché il sistema dell’accoglienza così come si vorrebbe attuare non fa parte della mia cultura. Ma, al di là delle mie posizioni politiche, forse il rappresentante del comune torinese non conosce il nostro territorio. Io sono un sindaco che conosce il vostro territorio e il mio territorio. Noi non abbiamo alloggi da 200 euro al mese. Questo deve essere chiarito.  Io poi non ho aderito allo Sprar ed è un altro aspetto che non deve essere sottovalutato. Ma se arriveranno i migranti vorrei conoscere chi sarà l’addetto alla assistenza e avere con società o cooperative dei rapporti diretti”.

Quanto alla volontà del prefetto di cercare un accordo con i sindaci Chiappori la pensa così: “Se il prefetto mi chiederá la sua collaborazione gliela darò volentieri, magari trovando già domattina dieci strutture, ma la realtà che invece dovrebbe essere affrontata con un ragionamento serio è che ci sono Comuni che restano in silenzio e continuano a nascondersi quando potrebbero dare invece delle risposte concrete. Sono inadempienti. Sono stanco di far parte di questo gioco al massacro. Io devo difendere una cittadina turistica e i miei cittadini. Altrimenti è giusto che mi faccia da parte”.

E intanto una risposta concreta arriva da Ventimiglia muove i primi passi “Dalla nostra parte”, un comitato formato da componenti economiche e sociali della città, che quotidianamente vivono l’emergenza legata ai profughi alcuni dei quali, nella vicina Camporosso, hanno chiesto la residenza. Comitato che chiederà un confronto con l’amministrazione per poi sottoporre un documento da inviare al prefetto Silvana Tizzano.

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