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“Le mani in tasca”, musica indie al femminile direttamente da Milano

Cinque domande alla band milanese

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Oggi a rispondere alle Cinque domande a… sono Le mani in tasca, un gruppo musicale milanese tutto al femminile che si sta affacciando sul vasto panorama della musica indipendente.

1. Chi siete?

Siamo Le mani in tasca — Viviana, Laura e Beatrice — un gruppo musicale tutto al femminile. Ci siamo formate circa due anni fa, all’inizio un po’ per gioco, ma con il tempo abbiamo capito che come progetto potevamo funzionare, quindi abbiamo cercato di “alzare l’asticella”. Inoltre, pensiamo che un gruppo di sole ragazze sia qualcosa che manca nell’attuale panorama musicale. Abbiamo in repertorio un bel po’ di pezzi nostri e facciamo anche qualche cover, nel tempo il numero dei nostri fan sta aumentando, ed è un piacere vedere che durante le serate il pubblico conosce le parole delle canzoni. Definirci in un genere è sempre stato difficile per noi, una volta ci hanno detto che facciamo “pop intimista”, ma preferiamo dire che scriviamo canzoni cantautoriali con una vena indie.

2. Cosa vi ispira? Quali sono i vostri modelli?

A ispirarci per i nostri testi sono più che altro i fatti quotidiani, quello che viviamo tutti i giorni: da un amore finito male a situazioni meno tragiche, come ad esempio possono essere i rapporti familiari. Per quanto riguarda i nostri modelli, invece, guardiamo molto al panorama della musica indipendente italiana e internazionale, anche se non mancano i punti di riferimento più “mainstram”; per fare qualche nome, guardiamo con interesse e ammirazione a Dente, I Cani, Le luci della centrale elettrica, i Baustelle, ma anche gli Alt-J, gli Of Monsters and Man, o gli XX.

 

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3. Quali sono i vostri progetti attuali?

Abbiamo appena finito di incidere il nostro primo EP “Le mani in tasca” — che comprende quattro tracce — e stiamo cercando di promuoverlo al meglio. Questi brani sono quelli che abbiamo ritenuto essere i più rappresentativi del nostro percorso, infatti, oltre a contenere una delle prime canzoni che abbiamo scritto — ovvero 47 —, nell’EP vengono presentate altre tre tracce, ognuna scritto da una di noi: Ultimo tram è stata scritta da Beatrice, Perdo tempo da Viviana e Periodo blu da Laura. Per farci conoscere stiamo suonando in vari locali di Milano, inoltre abbiamo avuto l’opportunità di avviare una campagna di crowdfunding con Musicraiser, una piattaforma che aiuta i gruppi musicali a raccogliere fondi per la realizzazioni di vari progetti. Attraverso questa piattaforma, appunto, le persone possono donarci dei soldi, ricevendo in cambio alcuni gadget. Siamo online da un mese circa e ci rimarremo ancora per un mese, per ora siamo riuscite a raccogliere circa il 70% della somma che ci siamo prefissate come obiettivo — 2000 € —, e quello che vorremmo fare con questi soldi è incidere un vero e proprio CD in cui dare spazio alle molte canzoni che negli anni abbiamo scritto e suonato.

4. Quali sono i vostri progetti futuri?

Come dicevamo, appunto, vorremmo riuscire a incidere un CD più composito rispetto a quello che abbiamo inciso adesso, e speriamo di riuscire a raccogliere i fondi necessari attraverso Musicraiser per farlo il prima possibile. Un altro progetto che abbiamo, anche se forse è più un sogno, è quello di riuscire ad arrivare su un palco un po’ più grande rispetto a quelli che ci ospitano di solito: ci piacerebbe molto riuscire a partecipare al MI AMI — acronimo di Musica Importante a Milano —, che è un festival che si svolge tutti gli anni presso il Circolo Magnolia e che ospita vari gruppi musicali, più o meno affermati. Non lo consideriamo un punto di arrivo, ma per noi sarebbe una tappa intermedia notevole da raggiungere e superare.

5. Spiegate meglio cos’è un crowdfunding

Il crowdfunding è un metodo di raccolta fondi, per dirla in modo molto semplice: chiediamo ai nostri fan — ma anche a utenti che per caso capitano sulla nostra pagina — un contributo e questi in cambio riceveranno delle ricompense. Nel nostro caso noi offriamo l’EP appena inciso, il futuro CD, magliette, shopper, plettri, la partecipazione al nostro videoclip e concerti privati. Qualora la campagna non andasse a buon fine — ma speriamo di no — i soldi torneranno a chi li ha donati. Per il momento la nostra campagna, come dicevamo, sta andando bene, oltre al raggiungimento dell’obiettivo stiamo anche cercando di mobilitare quanti più “raisers” (ovvero finanziatori) possibile, perché questo ci permetterebbe di accedere a possibilità ulteriori rispetto al solo raggiungimento della somma che ci siamo prefissate. Per chi fosse interessato, lasciamo il link della nostra pagina.

https://www.musicraiser.com/projects/7416

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