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Ventimiglia, valorizzazione delle aree agricole, consigliere Ballestra: “Iniziativa da venditori di enciclopedie: manca progettualità concreta”

"Occorrerebbe mettere in ordine la città bassa ed occuparsi anche di tutto il disagio degli operatori"

Ventimiglia. In merito al progetto di valorizzazione delle aree agricole, illustrato dal vice sindaco Silvia Sciandra, il consigliere di opposizione Giovanni Ballestra dichiara: “Ho letto con attenzione, almeno credo, gli articoli riguardanti l’ambizioso progetto di riqualificazione valorizzazione delle aree agricole del nostro entroterra, collegate alla filiera commerciale dei locali del centro storico. Da persona nata e che ha sempre vissuto in una piccola frazione dell’entroterra, questo progetto, almeno nelle intenzioni non può che raccogliere la mia soddisfazione, ripeto almeno nelle intenzioni, ma credo che la strada sia del tutto confusa ed impraticabile, mi pare veramente più l’iniziativa di venditori di enciclopedie per ragazzi che una progettualità concreta, persino incapaci di elencare con un certo ordine le piante che hanno avuto nella nostra storia una vera importanza commerciale e che hanno garantito la sussistenza per la vita delle persone, capaci di produrre il mio olio del mondo, mi riferisco naturalmente all’ulivo, già molto presente nel nostro entroterra e che meriterebbe veramente una importante promozione magari indispettendo quegli imprenditori che con il marchio olio prodotto a Imperia hanno creato fortune, peccato che però le olive arrivino da qualsivoglia territorio anche estero salvo che quello imperiese”.

“Ritornando in argomento non me ne voglia il vicesindaco né le associazioni di categoria, ma credo che prima occorrerebbe mettere in ordine la città bassa ed occuparsi anche di tutto il disagio degli operatori, che uno a uno stanno chiudendo le loro attività”, aggiunge il consigliere di opposizione, “Seconda priorità occuparsi del territorio frazionale di entroterra, con opere di recupero edilizio legato ad agricoltura e turismo sostenibile dove gli stessi operatori potrebbero svolgere attività sia ricettiva sia commerciale di vendita in loco di prodotti veramente del territorio, attraverso filiera diretta e contenimento dei costi, oltre che promozione di attività di micro ristorazione sempre con prevalenza di prodotti locali.
Solo dopo si può arrivare al centro storico con rivalutazione dei locali commerciali, creando ricettività interna e diffusa, concludendo finalmente il porto turistico e chiedendo a tutti gli operatori del’entroterra di fare promozione vera al Ventimiglia alta, che in quel caso dovrebbe essere veramente considerata il vero baricentro e volano di maggior interesse di tutta la progettualità finalizzata ad una vera ed economicamente sostenibile iniziativa che metta insieme turismo agricoltura e commercio. Quanto letto sino ad oggi a me pare veramente velleitario e poco credibile”.

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