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L’affresco della Natività nella Pieve di San Giuseppe, località Villavè e Costa di Villa a Cervo

Opera ormai depauperata ma che conserva l'anima di una fede in epoca medievale

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Cervo. “Gloria in excelsis Deo et in terra pax hominibus bonae voluntatis”, pur se depauperata, è scritta sul nastro di energia spirituale e mistica, impugnato ed evidenziata da tre angeli che sovrastano il bambino Gesù, tra la Madonna e San Giuseppe.

È l’affresco dell’XII secolo che ancora si intravede al centro dell’altare nella Pieve di San Giuseppe in località Costa di Villa e Villavè. Una splendida natività ormai depauperata ma che conserva l’anima di una fede in epoca della Cervo medievale.

Originale è il taglio prospettico dell’architettura e delle posture, capace di rinnovare la statica e impersonale tradizione bizantina dell’iconografia. Solide sono le figure, soprattutto quella della Madonna, che fanno pensare a modelli scultorei. La tensione della Madonna nell’azione e l’attenzione che essa rivolge al figlio, ormai scomparso dall’affresco, sono brani di grande poesia, che sciolgono in un’atmosfera umana e affettuosa il racconto sacro.

San Giuseppe sta a lato con il braccio alzato, una finestra aperta sul Cielo, a indicare, sottolineare a Dio, di aver esaudito al suo mandato con la natività di Gesù e anche al ruolo assegnatogli di padre putativo. che ha assolto al suo ruolo ma non attivo nella procreazione.

L’inserimento delle figure nello spazio è efficacemente risolta dai colori dorati nobiliari-sacri e blu-mariani che sottolineano gli atteggiamenti di adorazione nell’evento sovrannaturale, anche negli animali di cui si vede ancora la testa dell’asino a sinistra. Il tutto testimonia la fede del cervese contadino che manifestava e interpretava il motto “ora et labora”, costruendosi Pievi ed Edicole cui dedicare, nel segno del Divino, un momento di ringraziamento ed umiltà, per il dono quotidiano che la sua terra sapeva in nome della provvidenza produrre e distribuire.

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