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Cercano di portare 270 chili di hashish in Italia tramite corriere: alla sbarra banda di presunti narcotrafficanti internazionali

Secondo l’accusa del pm Antonella Politi i presunti trafficanti avrebbero acquistato della droga in Spagna

Imperia. Nel corso dell’odierna udienza è stato ascoltato il finanziere che all’epoca dei fatti si era occupato delle intercettazioni telefoniche, poi tradotte dall’arabo. Il processo è quello per spaccio internazionali di sostanze stupefacenti in concorso che vede sul banco degli imputati cinque marocchini. Secondo l’accusa del pm Antonella Politi i presunti trafficanti avrebbero acquistato della droga in Spagna, per poi trasferirla in Italia tramite un corriere.

I fatti risalgono al 19 luglio del 2009, quando la Guardia di Finanza aveva arrestato, alla barriera autostradale di Ventimiglia, un corriere di 33 anni, Gianluca Luciani, 40enne di Urbino, sospettato di essere al servizio delle organizzazioni che gestiscono lo spaccio al centro-nord e in particolare in Emilia Romagna. L’arresto era avvenuto dopo lunghe indagini della polizia sul traffico internazionale di hascisc prodotto in Marocco e smistato in Spagna, da dove viene poi introdotto in Italia attraverso la Francia. Luciani, che al momento del fermo aveva cercato di abbandonare il carico di droga e di scappare a piedi, era stato immediatamente immobilizzato dai finanzieri che gli avevano sequestrato 270 chili di hascisc purissimo. La droga era nel bagagliaio di una fiammante Audi A4, suddivisa in 9 confezioni in tela sigillate con nastro adesivo, senza nessuna particolare precauzione per nasconderla. Il notevole quantitativo era stato suddiviso in 2.699 panetti che, una volta immessi sul mercato, avrebbero fruttato poco meno di 1 milione di euro. Per trasportare il carico il Luciani aveva confessato di aver percepito un compenso di 6 mila euro

Oggi il collegio giudicante era composta dai magistrati: Laura Aschero, con a latere Domenico Varalli e Caterina Lungaro. Gli imputati sono: Jawad Inani, dal 2009 in custodia cautelare e dal 2013 obbligato alla dimora nel Comune di Urbino; Hicham Alhal; Abderrahim Aboulmahsin, al momento latitante; Driss Achoud, anche lui latitante.

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