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Borghetto d’Arroscia, paese sotto choc per la barbara uccisione di un cagnolino: il suo padrone aveva premeditato il gesto

Il pensionato dovrà rispondere di due reati

Borghetto d’Arroscia. Ha caricato il suo cagnolino, un incrocio tra pintcher e volpino che viveva con lui da tre anni, sulla sua auto, portandosi dietro anche i due fucili da caccia che deteneva in modo irregolare e con il porto d’armi scaduto da anni. Poi si è recato in una frazione del suo paese, ha fatto scendere il cagnolino dall’auto e gli ha sparato, senza pietà. Un colpo di fucile calibro 12 che non ha lasciato scampo alla povera bestiola, colpevole, stando a quanto dichiarato dal suo padrone, di aver tentato di morsicarlo.

Si aggrava la posizione del pensionato 73enne che ieri pomeriggio ha deliberatamente e premeditatamente deciso di ammazzare il suo cagnolino. 
E non è tutto: dopo aver ucciso la povera bestiola, il pensionato originario di Udine ma da anni residente a Borghetto d’Arroscia, ha messo la carcassa dell’animale in un sacchetto e lo ha gettato nel fiume. Poi, una volta tornato in paese, ha iniziato a vantarsi della sua impresa con gli altri residenti che, scioccati dalle parole dell’uomo, hanno chiamato i carabinieri.

I militari, al comando del maresciallo di Pieve di Teco Giulio Tortorolo, hanno interrogato l’uomo che ha ammesso, senza nessuna esitazione, di aver ucciso il suo cagnolino. A quel punto i carabinieri lo hanno denunciato per il reato penale di maltrattamento di animali, aggravato dal fatto che per ammazzare il cane, il pensionato abbia utilizzato fucili che non avrebbe dovuto detenere all’interno della sua abitazione, né caricare in auto, e per il possesso dei quali non aveva rinnovato, da anni, il porto d’armi. Le armi sono state sequestrate.

Il gesto dell’uomo, che vive da solo e la cui unica compagnia era proprio quel povero cane, ha scioccato l’intera comunità di Borghetto d’Arroscia. Ora sarà il giudice a decidere la pena da comminare al pensionato, ma in molti chiedono che sia esemplare: nulla giustifica, infatti, la barbara uccisione della bestiola.

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