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Ventimiglia, studenti a lezione di legalità con il procuratore Pradella: “La corruzione è un cancro, ragazzi imparate a dire no” fotogallery

Il magistrato ha parlato del territorio difficile di Ventimiglia: "Da quando sono in Liguria penso che l’incendio sia lo sport regionale"

Ventimiglia. “La vostra città e i territori circostanti impattano con i fenomeni più gravi della criminalità italiana. Ventimiglia vive il problema dell’immigrazione, quello della necessità di prevenire il terrorismo, quello dell’infiltrazioni di grosse realtà criminali, per prima la ‘ndrangheta, oltre a tutti quei fenomeni di criminalità minore. Siete chiamati ad affrontare un territorio difficile fin da ora e che presenta profili di criminalità e di risposte sociali simili a quelle che si vivono a sud dove il fenomeno mafioso è più importante. Tutti i giorni davanti a voi avete esempi di corruzione, piccola o grande che sia. Se iniziate a dire no, allora si dovrà smettere di dire che la corruzione è nel dna degli italiani. Non è così: la corruzione si sceglie per comodità, ma un giorno sarete schiavi di questo sistema”.

Lo ha dichiarato il sostituto procuratore della Repubblica Grazia Pradella che, invitata dall’associazione “Legalmente”, ha tenuto un incontro sul tema della corruzione al liceo Aprosio. “Corruzione e criminalità organizzata corrono parallelamente da una ventina d’anni e questo crea problematiche sia a livello giudiziario che investigativo”, ha aggiunto la Pradella, che ha parlato per circa un’ora della corruzione diffusa, raccontando anche esperienze personali molto forti che hanno determinato la sua scelta di vita: quella di una donna che vive, con la sua famiglia, sotto scorta, per combattere la criminalità.

“Tutti voi, nessuno escluso, avete la possibilità di scegliere tra la regola e la non regola. Ricordatevi che quando sceglierete la non regola diventerete schiavi di qualcuno. Forse avrete qualche soldo in più, ma avrete perso il bene più grande che ognuno di noi ha: la libertà”, ha dichiarato il magistrato, che ha spiegato con esempi pratici cosa significhi cadere nella trappola della corruzione: “Essere forze dell’ordine, dirigenti comunali, assessori e accettare un caffè, e poi magari un regalino e poi un regalone, ma arriverà il momento che non potrete dire no e quel sì che direte sarà un sì contro la legge”.

“La regola della legalità la dovete imparare adesso, a questa età”, ha aggiunto la dottoressa Pradella, “Crescere è difficile, farlo seguendo le regole lo è ancora di più”.

Parlando della realtà locale, il magistrato ha aggiunto: “Da quando sono in Liguria penso che l’incendio sia lo sport regionale. Ci sono diversi tipi di incendi, dal motorino bruciato da un fidanzato geloso al rivale in amore all’incendio di uno escavatore. In questo caso cosa vuol dire? Vuol dire che la ditta che ha vinto l’appalto per eseguire quei lavori non è stata al patto illecito con chi ora gli ha bruciato il mezzo”.

Un plauso, il sostituto procuratore della Repubblica, lo ha voluto rivolgere alle forze dell’ordine, rappresentate in sala dal comandante della compagnia dei carabinieri Francesco Giangreco, dal dirigente del commissariato Saverio Aricò e dal suo vice Massimiliano Croese: “Le forze dell’ordine italiane sono in assoluto le meno corrotte d’Europa”, ha dichiarato il magistrato, “Sapete quanto guadagnano? 1500, 1800 euro al mese con gli straordinari per lavorare giorno e notte per la vostra tranquillità”.

Dopo l’intervento della Pradella, gli studenti le hanno posto diverse domande, da come si viva sotto scorta a quale sia il rapporto con i colleghi.

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