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Tra storia e tradizione Cervo è anche il “Paese dei Gatti”, di cui oggi ricorre la festa

I nostri amici gatti sono irresistibili con le loro fusa e i loro occhioni rotondi

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Cervo. Tra storia e tradizione Cervo è anche il “Paese dei Gatti”, di cui oggi ricorre la festa. I Fenici intorno al primo secolo a.C. portarono in Europa i gatti sottraendoli con l’inganno agli Egizi. Si dice che ne fu artefice un generale greco chiamato Gastelos che aveva sposato la figlia del farone ed era diventato comandante dell’esercito egizio.

Pur essendo coraggioso ed abile non riusciva a fermare la rivolta degli ebrei che, guidati da Mosè volevano raggiungere la Terra Promessa. Il generale temeva le ire del Faraone così fuggì lontano con la sua sposa che abbandonò senza rimpianto le sue ricchezze e il potere ma non seppe rinunciare ai suoi gatti tanto da portarli con sè. I fuggiaschi raggiunsero la Penisola Iberica, l’attuale Portogallo, i gatti si moltiplicarono e da lì si diffusero in tutta Europa.

Cosa c’entra con il nostro Borgo? Ed ecco la motivazione. Vicino alla scogliera del Porteghetto sfocia il Rio Schenassi (grande schiena, perché abbraccia il colle del parco del Ciapà compreso il Castellaro, fino alla Colla). Il rio Schenassi in epoca lontana, era una notevole fonte di rifornimento d’acqua dolce, in primis per le navi fenicie e poi per quelle greche e romane, che quivi sostavano, per poi proseguire verso Massalia (Marsiglia) antica colonia greca della Gallia o Massilia per i romani.

Questa calle e insenatura rappresentava pertanto già un sicuro porto marittimo per i Fenici che furono un popolo originariamente insediatosi sulle coste orientali del mar Mediterraneo, nei pressi dell’attuale Libano, e del quale si ha notizia fin dal XXI secolo a.C. Essi furono soprattutto un popolo di pescatori e navigatori. Conoscevano e sapevano tracciare le rotte ed erano in grado di navigare di notte, prendendo come riferimento la Stella Polare.
Praticavano la navigazione sottocosta per poter attraccare in caso di difficoltà, fare rifornimento di acqua dolce e viveri e commerciare con le popolazioni locali.  Seppero produrre, con il legno di cedro, navi molto robuste, adatte per il commercio, che potevano contenere grandi quantità di merci. Detto e riportato ciò, tutto si spiega: una coppia di mici sbarcò sulle nostre sponde e da allora si moltiplicò, prendendo residenza e domicilio.
Fu così che Cervo IM”, tra storia e tradizione, divenne anche il “Paese dei Gatti”, di cui oggi ricorre la festa.
A Cervo i nostri amici gatti sono irresistibili con le loro fusa e i loro occhioni rotondi. Tra i carrugi del Borgo troviamo moltissime scene divertenti con loro protagonisti.

In questa immagine si tratta di un micio nero, ma a Cervo si può scegliere all’interno di un arcobaleno di colori.
Hanno tutti un loro stile, questo moro lo vedo elegante mentre utilizza un palo di lampione da abat jour, come fosse in un soggiorno o in una camera da letto, un po’ retrò. Eccolo molto elegante, posizionare vicino al palo per dare l’impressione d’esserne l’ombra, prima di scomparire tra le piante. Un micio sorprendente nel Borgo del barocco dove le combinazioni sono infinite.

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