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Sanremo. Le borchie per delimitare i dehors ferme in magazzino da un anno. Manca il personale per piazzarle foto

In diciotto mesi piazzate solo in piazza eroi Sanremesi, risparmiate piazza Bresca e il lungomare. In piazza Bresca prevista la demolizione di strutture abusive

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Sanremo. Le borchie di ottone che dovrebbero delimitare i dehors giacciono da un anno nei magazzini del comune ma non sono ancora state installate. Tutto sembra nascere dalla difficoltà a coordinare gli impegni tra diversi uffici comunali. Dal settore Arredo Urbano spiegano che la parte di competenza si è conclusa con l’approvazione del piano dei dehors, avvenuta nel lontano luglio 2015, ed ora tocca ad altri procedere nei controlli. La sistemazione delle borchie per il rispetto degli spazi assegnati coinvolge infatti anche il comando della Polizia Municipale e il settore Attività Produttive.

Il nuovo piano dei dehors è stato approvato in consiglio comunale il primo luglio 2015, più di un anno e mezzo fa. Tra i punti strategici indicati nel documento ufficiale del comune spiccava quello destinato a rimettere ordine nell’anarchica espansione dei dehors ad opera di esercenti disinvolti, che in alcuni casi arrivano ad inglobare anche gli arredi urbani del comune pur di piazzare qualche tavolo in più. Un comportamento che oltre ad infrangere le regole reca danno agli esercenti che invece le rispettano.

Il documento richiama testualmente la necessità di “ridefinizione degli spazi, concedendo un allargamento là dove possibile e perimetrando le aree tramite elementi infissi nella pavimentazione, che garantirà al gestore e alla Polizia Municipale un più facile controllo.”

In realtà un tentativo c’era già stato ai tempi della giunta Zoccarato: nel 2011 tecnici comunali, vigili urbani e l’allora assessore Antonio Fera, armati di metro, presero le misure dei vari dehor presenti in piazza. Per ripristinare i giusti spazi vennero disegnate le strisce gialle visibili ancora oggi nella zona dei baretti sul lungomare, tranquillamente ignorate da alcuni esercenti che occupano con disinvoltura spazi di uso pubblico inglobando anche le panchine situate sulla passeggiata.

Tornando ad oggi, da più di un anno le 1.500 borchie in ottone giacciono nei magazzini del comune. La lentezza nell’applicazione del nuovo piano sarebbe causata dalla mancanza di personale addetto all’installazione delle borchie. Servirebbe infatti una squadra composta da Polizia Municipale, per la verifica degli spazi autorizzati, da un responsabile del settore attività produttive e da operai del comune per l’installazione.

Al momento l’unica zona dove si è proceduto è piazza eroi Sanremesi nella parte dominata dalla statua di Siro Carli, nella quale i dehors hanno trovato nuovi spazi al posto del mercatino dei fiori. Piazzate a fine luglio 2016, un anno dopo l’approvazione del piano, sono rimaste le uniche in città. Il comune ha infatti “risparmiato” piazza Bresca, quella nella quale il problema era più sentito, facendo innervosire buona parte degli esercenti del centro cittadino per l’occhio di riguardo dimostrato da anni nei confronti della piazzetta situata nella posizione più favorevole della città.

La situazione di piazza Bresca è rimasta in stallo, ufficialmente, perché in attesa delle modifiche imposte dal Piano di bacino per il rischio di inondazione. Nel frattempo gli esercenti stessi della piazza hanno litigato tra di loro, non riuscendo a fare una proposta unitaria al comune che ha quindi proceduto motu proprio. Il nuovo piano d’ambito prevede la demolizione di alcuni dehors abusivi, come avevamo anticipato nel giugno scorso sul nostro giornale http://www.riviera24.it/2016/06/sanremo-i-dehors-abusivi-di-piazza-bresca-dovranno-essere-demoliti-225384/

Per un anno e mezzo dalle decisioni del consiglio comunale, quindi, in piazzetta si è andati avanti come di consueto con una certa disinvoltura nell’occupazione “extra” di spazi con tavolini e sedie. Un compromesso tra la necessità dei locali di lavorare nei momenti di maggior afflusso per compensare i periodi morti e l’interesse del comune ad avere almeno una zona della città considerata viva, una sorta di piccola movida per compensare la mancanza della vita notturna sanremese dei bei tempi che furono, piena di locali notturni aperti tutta la notte.

L’arrivo della regolamentazione e sopratutto il suo rispetto potranno aprire nuove opportunità di sviluppo per le zone limitrofe, consentendo ad altri esercenti di allargare la proposta nei confronti di residenti e turisti.

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