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“Questo non è amore”, la campagna della polizia per le donne in occasione di San Valentino

Si tratta di un’idea contro la violenza di genere che, in 22 province italiane, ha consentito di contattare oltre 18.600 persone

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Imperia. “Se ti ricatta…non è amore.

Se minaccia te o i tuoi figli…non è amore.
Se ti isola, umilia, offende…non è amore.
Se ti perseguita con mail e sms ossessivi…non è amore.
Se ti prende con violenza quando non vuoi…non è amore.
Se ti chiede “l’ultimo appuntamento”…non è amore.
Se ti uccide…non è amore.

Nel giorno di San Valentino la polizia di Stato sceglie di stare vicina alle donne con la campagna “…questo non è amore”, che prevede in tutte le Province italiane camper, pullman, gazebo e altri momenti d’incontro volti a rompere l’isolamento ed il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di una equipe di operatori specializzati, in prevalenza composta da donne e formata da personale di polizia specializzato, medici, psicologi e rappresentanti dei centri antiviolenza.

Si tratta di un’idea, quella del progetto Camper contro la violenza di genere, che, in circa sei mesi, in 22 Province italiane, ha consentito di contattare oltre 18.600 persone, in maggioranza donne, diffondendo informazioni sugli strumenti di tutela e di intervenire su situazioni di violenza e stalking, che diversamente sarebbero potute rimanere ingabbiate nel dolore domestico.

La flessione negli ultimi due anni dei delitti tipici di violenza di genere (femminicidi, violenze sessuali, maltrattamenti in famiglia, atti persecutori) non ferma l’impegno di prevenzione, non solo perché il numero assoluto delle vittime continua ad essere inaccettabile, ma anche perché l’esperienza di polizia e delle associazioni da tanti anni impegnate su questi temi mostra l’esistenza di un “sommerso”, che troppo spesso non si traduce in denuncia. Un quotidiano fatto di attenzioni morbose, comportamenti aggressivi ed intimidatori, che vengono letti come espressione di un amore appassionato e di una gelosia innocua – anche di madri, sorelle e amiche – ma che è spesso il triste copione di un crescendo di violenza che si alimenta con l’isolamento.

Ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 violenze sessuali.

Questi, più in dettaglio, i dati di tutte le forze di polizia:

omicidi di donne in ambito familiare: 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016;
atti persecutori (circa il 76% in danno delle donne): 12.446 nel 2014, 11.758 nel 2015, 11.400 nel 2016;
maltrattamenti in famiglia (circa l’81% in danno delle donne): 13.261 nel 2014, 12.890 nel 2015, 12.829 nel 2016;
percosse (circa il 46% in danno delle donne): 15.285 nel 2014, 15.249 nel 2015, 13.146 nel 2016;
violenze sessuali (oltre il 90% in danno delle donne): 4.257 nel 2014, 4.000 nel 2015, 3.759 nel 2016.

Oltre alla tutela offerta dalla legge – che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento, fino agli arresti domiciliari ed alla custodia in carcere per i casi più gravi – la battaglia più importante si combatte sul campo della prevenzione, in cui la polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma anche a fare da sentinella per intercettare il prima possibile comportamenti violenti ed intimidatori.

In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio dell’anno del protocollo E.V.A. (“Esame delle Violenze Agite”) da parte di tutte le Questure d’Italia; procedura che consente al personale di polizia chiamato ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto ciò attraverso una procedura che prevede la compilazione di check-list che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio, con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterata.

Alla problematica della violenza di genere la Questura di Imperia oramai da anni dedica particolare attenzione, promuovendo iniziative volte, da un lato, alla sensibilizzazione della collettività e, dall’altro, a proteggere e tutelare le vittime, incoraggiandole a denunciare eventuali episodi di violenza e fornendo loro la necessaria assistenza.

Proseguendo per tal via, per la giornata dell’8 marzo p.v., data in cui si celebrerà la “Festa della Donna”, la Questura imperiese organizzerà un evento sul tema, confermando ancora una volta il proprio impegno. L’obiettivo è, non solo quello di assistere le vittime di violenza ed accertare eventuali fatti “sommersi”, ma anche quello di porre un argine alla problematica, prevenendo futuri episodi.

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