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Come uscire dal tunnel della depressione

Nel trattamento della depressione si devono prendere in considerazione la terapia farmacologica e la psicoterapia

Nel trattamento della depressione si devono prendere in considerazione la terapia farmacologica e la psicoterapia. La diagnosi di depressione è una diagnosi clinica, che si basa, cioè, sui segni e sui sintomi che si possono mettere in luce mediante il colloquio psichiatrico.

Una volta effettuato l’inquadramento diagnostico, si dovrà decidere il trattamento che si ritiene più opportuno per quello specifico paziente e si dovrà scegliere l’antidepressivo che riterremo più indicato tenendo conto sia delle caratteristiche del prodotto che si intende prescrivere sia di una serie di altri fattori quali: l’età, il sesso, le condizioni socio-lavorative, il tipo di depressione, le caratteristiche sintomatologiche, la gravità del quadro depressivo, la comorbidità psichiatrica, le caratteristiche terapeutiche e gli effetti collaterali degli antidepressivi. Una volta fatta la diagnosi e ritenuto opportuno un trattamento farmacologico, dobbiamo prospettare al paziente le valutazioni che abbiamo fatto e le conclusioni a cui siamo giunti fornendogli adeguate informazioni circa questa modalità di trattamento.

Dobbiamo chiarire, innanzitutto, che la sua depressione è una malattia curabile, dobbiamo rassicurarlo sul fatto che gli antidepressivi che gli prescriveremo sono farmaci sicuri e di provata efficacia che, se ben gestiti, non interferiranno in misura significativa sulla sua vita personale, sociale e lavorativa, anche se assunti, com’è necessario, per un periodo protratto, non provocano dipendenza. Sapere che gli effetti terapeutici richiedono un po’ di giorni per manifestarsi (2-3 settimane) mentre gli effetti collaterali tendono a presentarsi fin dai primi giorni, con tendenza, in genere, a regredire e che comunque non sono mai né pericolosi né irreversibili. Si inizierà partendo da dosi medio-basse aumentandole con gradualità fino a raggiungere la dose terapeutica. Una volta raggiunta la dose terapeutica si attende la scomparsa dei sintomi che, in genere, richiede dalle due alle tre settimane per manifestarsi. Data la latenza d’azione degli antidepressivi è consigliabile, almeno nelle prime fasi del trattamento e finché l’antidepressivo non ha incominciato ad esplicare la sua azione terapeutica, prescrivere farmaci sintomatici per rendere tollerabile questa attesa; ansiolitici e/o ipnotici sono i farmaci più comunemente associati per tenere sotto controllo due sintomi frequenti: l’ansia e l’insonnia.

I disturbi dell’umore sono una patologia ricorrente e ogni nuovo episodio facilita la comparsa di ulteriori ricorrenze, peggiora la risposta ai trattamenti, aumenta il rischio di cronicizzazione e comporta conseguenze negative per il paziente sul piano familiare, sociale e lavorativo. È importante perciò intraprendere un percorso di psicoterapia che prevede un cammino in cui saranno affrontate le tematiche principali del paziente, della sua storia , dei periodi critici vissuti, cercando di acquisire nuove prospettive e ricercare diverse soluzioni. Imparando ad individuare determionati schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, le cosiddette “distorsioni cognitive”, che possono essere definite come idee erronee che influenzano il modo con cui noi vediamo o valutiamo noi stessi. Queste distorsioni cognitive possono essere considerate come la causa delle forti e persistenti emozioni negative, che sono i sintomi del disturbo. La psicoterapia permette dei cambiamenti profondi ed intensi, allontanando il rischio di recidive.

Dott.ssa Daniela Lazzarotti

www.danielalazzarotti.com

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