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Il pan dei morti e le castagne: le ricette di una volta per le feste dei primi di novembre

Un tempo durante tali festività si faceva visita alle tombe di famiglia e si preparavano piatti tipici

Si avvicinano le feste dei primi di novembre e per i bimbi di oggi significa travestirsi per “dolcetto o scherzetto”, per noi bimbi ormai adulti significava stare a casa da scuola, far visita alle tombe di famiglia e preparare i piatti tipici legati a queste festività.

Facendo un viaggio nel tempo, ricordo la mia bisnonna che impastava per la festa dei morti per rendere omaggio ai nostri cari scomparsi il “Pan dei morti” o “ossa dei morti”, come li chiamava lei. Gli ingredienti sono poveri ma veri: la mia bisnonna impastava burro e zucchero, poi amalgamava uova e farina, sale e nocciole. Tagliava l’impasto crudo dandovi una forma di tronchetti e sfornava biscotti veramente homemade, usando nocciole raccolte nella sua terra brigasca. È possibile ritrovarlo oggi, con differenti varianti, dai nostri storici fornai soprattutto con uvetta e pinoli al posto delle nocciole, certo per me il gusto è difficile replicarlo.

Un’altra golosità ancora diffusa è, invece, la caldarrosta. Di certo oggi come allora si arrostivano tante castagne. Ammetto che non le raccolgo più nei boschi come faceva la bisnonna ma metto la stessa pazienza e cura per la preparazione di questa prelibatezza del nostro territorio. Al forno, bollite, impiegate per creare antipasti sfiziosi o paste dal sapore dolce e insolito sono di largo uso.
Come dimenticare che le castagne bollite e latte erano una cena usuale nelle fredde serate novembrine per i nostri nonni.

Portate a festeggiare i vostri bimbi magari offrendo loro un pan dei morti a ricordo dei tempi in cui ci si univa intorno a un desco e si commemorava il passato.

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