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Violentò una minorenne a Imperia, 23enne condannato a 4 anni

I fatti era accaduti a Porto Maurizio durante una serata trascorsa con altri ragazzini che avevano bevuto alcol

Imperia. Condannato a quattro anni di reclusione in tribunale a Imperia Mohamed F., 23 anni, tunisino, attualmente irriperibile a processo per una vicenda di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina italiana che all’epoca dei fatti, era il 2012, aveva 15 anni. Lui ne aveva 19. Il giovane dovrá risarcire la vittima di 20 mila euro che si è costituita parte civile con l’avvocato Sandro Lombardi.

A ricostruire i fatti erano stati gli agenti della squadra mobile della questura di Imperia con foto e sopralluoghi nella zona. La violenza sessuale era avvenuta in un vicolo di Porto Maurizio in piazza Ricci. Una serata che era iniziata con il consumo di sostanze alcoliche. La ragazzina non era consenziente e quella sera non era neppure nelle condizioni di repingere il giovane nordafricano che l‘aveva violentata dopo averla baciata su una panchina dove erano andati a fumarsi una sigaretta. Si erano allontanati da un gruppetto di amici che frequentava la zona.

In fase di incidente probatorio, così come confermato da altri testimoni sentiti, la ragazza era in stato di ebbrezza alcolica. “Dunque chi l‘ha violentata ha approfittato delle sue condizioni psicofisiche senza neppure convincerla. La violenza c‘è stata e ritengo anche agilmente e senza troppa difficoltá. Ha abusato in un momento di sopraffazione della vittima senza neppure costringerla e lei non ha potuto neppure reagire”, ha detto il pm Alessandro Bogliolo durante la requisitoria in aula magna davanti al collegio presieduto da Donatella Aschero, a latere Domenico Varalli e Laura Russo.

Lo stesso pm, nella sua requisitoria, per sostenere la sua tesi ha portato a conoscenza dei giudici diverse sentenze della Corte di Cassazione. “Nonostante inizialmente la vittima non si fosse sottratta a qualche bacio, aveva manifestato la sua contrarietá al rapporto sessuale, situazione che comunque non aveva fermato Mohamed”.

Il pm Bogliolo, al termine della sua ricostruzione della vicends, ha chiesto sei anni di reclusione pena poi ridotta a quattro anni di reclusione considerando anche le attenuanti generiche sebbene avesse un precedente per reati contro il patrimonio dello scorso anno. La famiglia della ragazzina si è costituita parte civile, a difendere l’imputato era l’avvocato Piera Poillucci.

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