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Ventimiglia, individuato l’incendiario seriale della Mortola foto

Le indagini congiunte di Polizia di Stato e Corpo Forestale hanno portato all’individuazione dell’incendiario seriale che si è reso responsabile degli incendi boschivi che hanno interessato la zona di confine tra Ventimiglia e Mentone

Ventimiglia. Le indagini congiunte di Polizia di Stato e Corpo Forestale hanno portato all’individuazione dell’incendiario seriale che tra il 2015 ed il 2016 si è reso responsabile degli incendi boschivi che hanno interessato la zona di confine tra Ventimiglia e Mentone.

Gli investigatori del Corpo Forestale dello Stato e del Commissariato di Polizia di Ventimiglia, coordinati dal P.M. Barbara Bresci, hanno raccolto elementi sufficienti ad indurre all’emissione delle misure cautelari per J.C. cittadino francese di 46 anni , pregiudicato, residente a Mentone.

I fatti: nel corso del 2015 la zona compresa tra i “Balzi Rossi” e “Villa Hanbury”, in prossimità del confine di Stato, è stata oggetto di numerosi e ripetuti incendi che hanno costretto Corpo Forestale, Vigili del fuoco e Volontari ad un estenuante lavoro per controllare le fiamme che, oltre a danneggiare le pinete della zona, hanno causato pericolo per il traffico ferroviario internazionale portando alla chiusura temporanea della ferrovia durante le operazioni di spegnimento con le squadre a terra e con i mezzi aerei.

La prima svolta importante nelle indagini arriva nel settembre del 2015: la Forestale di Ventimiglia raccoglie la testimonianza di alcuni bagnanti che hanno visto in località “Pineta” una barca avvicinarsi alla spiaggia; dal natante scende un uomo che si addentra nella boscaglia e ne esce dopo poco proprio mentre dietro di lui dalla vegetazione comincia a levarsi una colonna di fumo.

L’uomo raggiunge velocemente la sua barca e si allontana ma i testimoni fanno in tempo ad annotare la matricola del natante ed un particolare che si rivelerà fondamentale nello sviluppo delle indagini: un vistoso tatuaggio sulla spalla dell’uomo che rappresenta la testa di un bulldog.

Le indagini proseguono. Nella zona non sono registrati altri incendi nel periodo invernale. Nel maggio 2016 la Squadra Investigativa del Commissariato di Polizia di Ventimiglia raccoglie la testimonianza di un turista che ha visto materialmente J.C. appiccare il fuoco lungo un sentiero che attraversa la pineta.

Questa volta il francese utilizza per il suo disegno criminoso una autovettura, anche questa individuata dai testimoni. L’uomo appicca il fuoco e si allontana velocemente verso Mentone; l’incendio divampa e, alcune ore dopo, il francese viene fotografato dal Comandante della Stazione Forestale di Ventimiglia, intervenuto per lo spegnimento dell’incendio, mentre segue attentamente le operazioni estinzione dalla sua barca ormeggiata davanti alla spiaggia della Mortola.

A seguito dell’evento vengono predisposti congiunti servizi di appostamento tra le due forze di Polizia al fine di rintracciare il folle piromane, che l’11 maggio 2016 alle 6,30 è fermato al valico di San Ludovico a bordo della sua particolare autovettura in ingresso verso l’Italia.

Il medesimo sottoposto a perquisizione sul posto è trovato in possesso di un flacone di liquido infiammabile; inoltre sul telefonino del piromane sono rinvenuti filmati riproducenti incendi boschivi. Alla luce di quanto accertato e sequestrato gli investigatori, lo accompagnano presso il Commissariato di Polizia di Ventimiglia per gli accertamenti di rito.

A seguito di individuazione fotografica J.C. viene riconosciuto senza incertezze dai testimoni: è la stessa persona che è stata vista intenta ad appiccare il fuoco lungo il sentiero della pineta. Infatti le operazioni di fotosegnalazione evidenziano inoltre la presenza di una testa di Bulldog tatuata sulla spalla: si tratta dello stesso tatuaggio segnalato dai testimoni durante l’estate del 2015.

Il comportamento di J.C. denota evidentemente un’ossessione ascrivibile al fenomeno della piromania: accende i fuochi e poi segue tutte le operazioni di spegnimento utilizzando il suo natante come punto di osservazione privilegiato dal quale riprende lo sviluppo delle fiamme. Nel telefonino sequestrato a J.C. ,gli inquirenti hanno infatti trovato immagini e filmati relativi proprio agli incendi boschivi della Mortola dell’estate del 2015.

Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Imperia ha riconosciuto “ ..una spiccata pericolosità sociale dell’indagato che evidentemente trae appagamento dall’appiccare il fuoco”. Proprio per questo ha ordinato l’applicazione del divieto di dimora nelle province di Imperia , Cuneo, Torino ed Aosta ove J.C. non potrà accedere per alcun motivo senza l’autorizzazione preventiva del Giudice stesso.

Il positivo risultato delle indagine è il frutto dell’ottima collaborazione messa in campo da Forestale e Polizia di Stato della Città di confine. Ed è proprio la stretta collaborazione tra Forze di Polizia, sistema antincendio boschivo e cittadini, che cominciano a segnalare presenze e comportamenti anomali, ad avere dato un grande impulso in provincia di Imperia all’azione di contrasto investigativo alla piaga degli incendi boschivi. Gli incendiari non sono più fantasmi irraggiungibili.

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