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Ventimiglia, in 400 alla festa della Madonna della Montagna a San Secondo fotogallery

"E' stato emozionante", ha dichiarato don Marco Castagna, "Non pensavo che la devozione fosse così forte"

Ventimiglia. Circa 400 persone si sono riunite per celebrare, sabato 10 settembre, la Madonna della Montagna. Una festa della tradizione calabrese, organizzata per la prima volta nella parrocchia di San Secondo dal Comitato Feste e dal suo presidente Antonio Versace in collaborazione con il parroco don Marco Castagna.

“Si tratta di una ricorrenza che cade la prima domenica di settembre ed è festeggiata nel comune di San Luca, in provincia di Reggio Calabria”, ha spiegato don Marco, “Lì si trova il santuario della Madonna di Polsi (noto anche come santuario della Madonna della Montagna, nda.). Molte persone, anche da Ventimiglia, si recano a San Luca in occasione della festa: abbiamo voluto celebrarla anche qui per agevolare gli anziani e i malati che non riescono più ad andare in Calabria”.

Una ricorrenza molto sentita, tant’è che a Ventimiglia, per l’occasione, si sono recate persone provenienti anche da Torino, Milano, Genova e dalla vicina Francia. Nella parrocchia di San Secondo, inoltre, sono giunti da San Procopio (Reggio Calabria) i fratelli Tripodi, del gruppo folcloristico Sciala Cori: sono stati i due musicisti ad intonare un inno dedicato alla Madonna.

“E’ stato emozionante”, ha dichiarato don Marco Castagna, “Ho visto gente piangere in chiesa quando è stata portata a spalle la statua della Madonna: non pensavo che la devozione fosse così forte”. La statua è stata commissionata direttamente da Antonio Versace, che l’ha poi donata alla parrocchia.

Dopo la messa, celebrata dal parroco, è iniziata la festa vera e propria con musiche folk calabresi e momenti di convivialità intorno a tavolate imbandite. Con il ricavato della manifestazione è stata offerta una borsa di studio per un alunno delle scuole elementari.

Il prossimo anno, la ricorrenza verrà celebrata di nuovo, la seconda settimana di settembre: “E’ un modo per portare avanti una bella tradizione: sono felice di poterlo fare”, ha concluso il parroco.

 

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