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Usura, Imperia nona nella top ten delle provincie a rischio

Per calcolare la permeabilita' delle singole province al fenomeno usura, l'istituto di ricerca ha incrociato 23 variabili socio-economiche, compresi il livello di disoccupazione, quello di ricchezza complessiva del territorio e l'entita' dei fenomeni estorsivi

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Il business annuo e’ di quasi 82 miliardi di euro, sommando i 37,25 miliardi di capitale prestato e i 44,7 miliardi restituiti come interessi. Le vittime presunti sono tre milioni di famiglie e un’azienda su dieci nei settori dell’agricoltura, del commercio e dei servizi. E i carnefici non sono solo le organizzazioni criminali, mafia in testa, ma anche una serie di “insospettabili” che hanno approfittato della crisi per arricchirsi a scapito di chi e’ finito con l’acqua alla gola. E’ il fenomeno dell’usura, secondo le stime dell’Eurispes che, incrociando una serie di dati, segnala anche che se le regioni a maggior rischio restano quelle del Sud e le Isole, il pericolo si sta estendendo in maniera significativa anche al Centro Italia e la provincia piu’ esposta in assoluto e’ Parma. Non e’ immune nemmeno il Nord visto visto che nella fascia di rischio medio alta ci sono anche Aosta e Biella.

I NUMERI
Le cifre sulle famiglie sono state calcolate partendo dalla media di quelle che si sono rivolte a soggetti privati (diversi da amici e parenti) per ottenere un prestito, non potendolo avere dal sistema bancario, e ipotizzando che ciascun nucleo abbia avuto bisogno di 10mila euro. E un sistema analogo e’ stato utilizzato per le imprese. Con gli strozzini ci hanno perso ovviamente tutti: le famiglie hanno preso in prestito almeno 30 miliardi, ma ne hanno restituito piu’ del doppio (66 miliardi); stessa sorte per le imprese agricole (4,95 i miliardi resi a fronte dei 2,25 ricevuti) e per quelle commerciali (indietro 11 miliardi contro i 5 avuti).
Numeri approssimati per difetto, anche tenuto conto che normalmente gli interessi praticati sono superiori al 120% annuo che e’ stato calcolato.

I TERRITORI A RISCHIO
Per calcolare la permeabilita’ delle singole province al fenomeno usura, l’istituto di ricerca ha incrociato 23 variabili socio-economiche, compresi il livello di disoccupazione, quello di ricchezza complessiva del territorio e l’entita’ dei fenomeni estorsivi. Se la media nazionale di vulnerabilita’ e del 44%, la maglia nera va a Parma , che si attesta al 100%: un dato che – secondo l’Eurispes – puo’ dipendere anche dal perdurare dello stato di sofferenza deltessuto produttivo e sociale a partire dall’inizio della crisi del 2008. Con Parma tra le prime sette province ad alto rischio, ci sono anche Crotone (96,8), Siracusa (91,9), Foggia (86,1), Trapani (85,6), Vibo Valentia (82,1)e Palermo (81,9). Pericolo medio-alto per Aosta (61,6), Imperia (52,7) e Biella (50,3).

GLI USURAI Non sono piu’ solo le organizzazioni criminali, mafia in testa, che usano il prestito a strozzo per riciclare denaro sporco e ottenere facilmente ingenti guadagni, ma anche “per impossessarsi di quelle imprese e attivita’ che non sono ingrado di far fronte ai debiti contratti . “Oggi la figura dell’usuraio e’ presente anche tra gli ‘insospettabili’ negozianti, commercialisti, avvocati, dipendenti pubblici, che hanno sfruttato il lungo periodo di crisi economica e l’indebitamento di famiglie, commercianti ed imprenditori per arricchirsi, forti delle crescenti difficolta’ di accesso al credito bancario. Ed e’ nata una nuova figura: quella dell’usuraio della stanza accanto”. A evidenziarlo e’ il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara,che invoca tra gli antidoti “forme piu’ flessibili e personalizzate di accesso al credito ufficiale che sottraggano, nei momenti di difficolta’, gli operatori economici e le famiglie alle insidie di un credito solo apparentemente facile ma funesto in sostanza”.

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