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Turismo senza barriere, la nuova sfida di Paolo Badano: rendere la Liguria accessibile anche al “popolo dei seduti” fotogallery

L’imprenditore ha già compiuto una rivoluzione: ha ideato Genny, un mezzo elettrico a due ruote capace di bilanciarsi da solo

Liguria. Ha già compiuto una rivoluzione: ha ideato Genny, un mezzo elettrico a due ruote capace di bilanciarsi da solo. Un’evoluzione tecnologica che ha sconvolto la mobilità delle persone sulla sedia a rotelle consentendo loro, per la prima volta nella storia, di avere le mani libere e svolgere tutti quei gesti che con un’usuale carrozzella non è possibile fare. Un capolavoro hi-tech esportato in tutto il mondo, dall’Europa alla Russia, dagli Emirati Arabi all’Australia, che oggi lancia il tenace imprenditore savonese Paolo Badano in una nuova sfida: rendere il turismo accessibile anche al “popolo dei seduti”. A cominciare dalla sua terra, la Liguria.

“In una regione come la nostra a forte vocazione turistica” – spiega Badano che da oltre vent’anni si trova a convivere con la sua sedia a rotelle a causa di un incidente stradale – “non si può prescindere dal turismo accessibile. I nostri luoghi, caratterizzati da una ricchissima offerta culturale, paesaggistica, di arte e tradizioni, ancora oggi non possono essere scoperti da chi ha limitazioni fisiche o necessita di bisogni speciali. Pavimentazioni sconnesse, gradini, barriere architettoniche. Carenza di strutture e servizi come camere di albergo, sale ristorante, mezzi di trasporto. E sopratutto la difficoltà nel reperire l’informazione relativa. Tutto questo è l’attuale Liguria turistica.”

E continua: “Nel 2016 non siamo ancora in grado di garantire a tutti la piena libertà di esercitare i propri diritti,  a partire dal piacere di viaggiare. Senza dimenticare che, guardando all’introito economico, il turismo accessibile può fruttare un importante opportunità di business”. Secondo un’indagine Doxa infatti il 16,4% delle famiglie italiane ha esigenza di accessibilità durante le vacanze. Per l’Istat sono circa 13 milioni le persone di 15 anni e più con limitazioni funzionali e invalidità, di cui almeno 3 milioni ha limitazioni gravi, cioè al massimo stadio di difficoltà motoria o sensoriale. Uomini, donne, giovani e meno giovani discriminati dal settore viaggi. Potenziali turisti dunque, che in termini di valore di mercato, stando agli ultimi dati disponibili, possono rappresentare un introito di circa 90 miliardi euro in Europa.

Il turismo accessibile” – precisa l’integerrimo imprenditore – “è un imperativo etico ma anche una strategia di sviluppo economico. Bisogna imparare a considerarlo al pari di un’impresa e non come mera assistenza sociale. Perché la persona con disabilità è un turista, un ospite, un cliente esattamente come gli altri. Parliamo inoltre di un mercato molto ampio, che non conosce saturazione. Abbattere le barriere architettoniche comprese quelle culturali, ripensare la filiera turistica, dall’informazione agli svaghi, dai trasporti all’ospitalità, studiare percorsi, rendere fruibile il patrimonio artistico e accessibili le aree interne e dell’entroterra è il solo modo per affermare l’equivalenza benessere per chi viaggia uguale ricchezza per l’economia”.

La creazione di un ecosistema digitale di prodotto turistico accessibile a cui tutti, nessuno escluso, può parteciparvi, è uno dei primi passi per raggiungere tale risultato. Al riguardo Badano, affiancato dal suo team, ha creato www.5cm.it, una piattaforma web di inclusione urbana dove ogni cittadino, dopo essersi registrato, può inserire i dati relativi alla propria città e vedere l’indice di accessibilità. Un sistema aperto, indipendente e non discriminatorio che, cercando di collaborare con le singole amministrazioni, ha l’obiettivo di favorire la costruzione di una smart city. Utopia democratica o reale possibilità?

“Al momento” – risponde Badano quasi irato – “in Liguria il progetto non è stato pienamente compreso. Le istituzioni sono prive di quella sensibilità culturale e tecnologica necessaria. E non parlo solo di www.5cm.it, ma anche della mia principale invenzione, Genny: un dispositivo per la mobilità altamente tecnologico che permette a chi ha disabilità di muoversi in sicurezza negli spazi; che ha avuto un discreto riscontro nelle grandi capitali italiane, specie Milano, ottimo invece in quei paesi europei all’avanguardia; a cominciare da Parigi dove è stato recentemente inserito come Smart Mobility  tra i progetti legati alla mobilità in occasione di Smart Paris 2024 (www.smartparis2024.com). Un traguardo molto importante che mostra il riconoscimento internazionale delle nostre idee e in particolare di quel dispositivo destinato a mandare in pensione la sedia a rotelle tradizionale e a dare vita alla nuova era della mobilità e non solo per disabili”.

Utilizzando una  base auto-bilanciante Segway, appositamente modificata e adattata alle esigenze del caso, Genny infatti garantisce rotazioni immediate sullo stesso asse e l’avanzamento senza necessità di azionare leve di comando quali acceleratore e freno. Un semplice manubrio permette il movimento non obbligando l’uso specifico delle mani. E poi è veloce, si muove con agilità e naturalezza sui terreni più difficili quali sabbia, ghiaia, sterrato. Genny, grazie alle sue incredibili doti, ha permesso al “popolo dei seduti” di passeggiare guardando il paesaggio senza la preoccupazione del fondo stradale, magari mangiando un gelato o tenendo la mano alla persona amata. Ha ridato la libertà di movimento a chi ne è stato privato, addirittura, come il nostro rivoluzionario inventore racconta riportando la testimonianza di un acquirente: “ha restituito a un uomo il diritto e il piacere di essere padre, il dono di insegnare a camminare al proprio figlio”.

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