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Sanremo e i luoghi di Calvino, omaggio allo scrittore nell’anniversario della scomparsa

“Sanremo continua a saltar fuori nei miei libri, nei più vari scorci e prospettive, soprattutto vista dall’alto, ed è soprattutto presente in molte delle Città invisibili"

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Sanremo.Sanremo continua a saltar fuori nei miei libri, nei più vari scorci e prospettive, soprattutto vista dall’alto, ed è soprattutto presente in molte delle Città invisibili”, dichiarava in un’intervista Italo Calvino, genio letterario tra i più amati di sempre, così indissolubilmente legato alla nostra Sanremo, di cui oggi ricorre l’anniversario della scomparsa. Era infatti la notte tra il 18 e il 19 settembre 1985 quando lo scrittore, mentre si trovava a Siena, fu sopraffatto da un ictus.

Calvino, l’autore più eterogeneo del dopoguerra, quello del neorealismo del Sentiero dei Nidi di Ragno, dei comtes philosophiques, delle successive storie fantastiche e fantascientifiche, era nato quasi per caso a Cuba, a Santiago del Las Vegas nel 1923, dove i genitori, Mario Calvino ed Eva Mameli, di professione botanici, erano stati chiamati a dirigere una stazione scientifica per lo studio delle pianti tropicali. Nel ’25 la famiglia rientra in Italia, trasferendosi a Sanremo dove il padre era stato invitato a guidare il centro sperimentali di Floricoltura. Prendono residenza a Villa Meridiana, un luogo sognante immerso in un vastissimo giardino che diventa asilo di piante esotiche, di giochi fiabeschi e ritrovo di amici curiosi come il giardiniere Liberesco. A Sanremo Calvino cresce immergendosi fra i suoi giardini, i suoi carruggi, il suo mare tanto da proiettarli, rivivendoli, nella sua opera.

Le sue pagine, eredità immensa, infatti riscoprono una Sanremo immaginifica. Dai parchi delle ville padronali dove, nel viaggio ideale, si incontrano i Cinque continenti; alla strada di San Giovanni in cui villa Meridiana, la patria del ciclo letterario degli Antenati, spartisce il mondo “alto”, rigoroso e scientifico di Mario Calvino e il mondo “basso”, cosmopolita e luccicoso della città. E poi la Pigna, con quei carruggi incanti percorsi quotidianamente da Italo e il fratello nel tragitto verso scuola; e ancora l’Imperatrice, passeggiata di inerpicanti discussioni filosofiche insieme ad amici come il compagno di liceo Eugenio Scalari, e il mare e il porto e il Forte di Santa Tecla.

A Sanremo Calvino trascorre una ricchissima infanzia e adolescenza; ad essa resterà sempre e fortemente intrecciato. Se ne allontana solamente quando, a guerra già iniziata, si trasferisce a Torino per frequentare, su volontà dei genitori e senza concludere gli studi, la facoltà di Agraria. Nella capitale piemontese infatti comincia ad avvicinarsi agli ambienti intellettuali, inizia a comporre piccoli saggi, articoli, recensioni. Dopo l’8 settembre 1943 e dopo un omicidio fascista avvenuto sulle montagne della Città dei Fiori, aderisce alla Resistenza che lo portò a sviluppare una coscienza da lui stesso definita “anarchica” e ad aderire al PCI. Ritorna così a Torino dove entra a far parte della massima élite intellettuale del tempo: Elio Vittorini, Cesare Pavese, Natalia Gizburg. Collabora con il Politecnico, scrive per l’Unità, si allontana dal PCI a seguito dei fatti d’Ungheria del 1956 e si apre alla prima fase della produzione narrativa, quella del neorealismo rappresentata dal romanzo d’esordio Il sentiero dei nidi di ragno. Sarà poi la volta del trionfo dell’elemento fantastico con la trilogia I nostri antenati  (Visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente).

Arriva così agli anni Sessanta dove, avviando un percorso quanto mai eterogeneo, riscopre la radice neorealista con La speculazione edilizia; ritorna poi al magico e fiabesco con Marcovaldo; successivamente incontra la semiologia avvicinandosi alle teorie di Roland Barthes che confluirà in quel capolavoro rappresentato dalle Cosmicomiche, e in particolare in Ti con zero.  Nel 1967 e fino al 1980 si trasferisce a Parigi. Un periodo questo di geniali sperimentazioni che lo conducono a parcellizzare la struttura del testo in schemi geometrico-matematico-enigmistici. Nascono così Se una notte d’inverno un viaggiatore e Palomar. Dopo la sua morte esce il saggio Lezioni americane, considerato una sorta di testamento intellettuale, ancora oggi oggetto di dibattito.

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