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Operai rocciatori hanno restaurato il Duomo di Imperia, la chiesa più grande della Liguria

L’intervento di questo terzo lotto ha comportato una spesa di oltre 400 mila euro che vanno ad aggiungersi all’importo dei lavori già eseguiti per un totale di 675 mila euro

Imperia. Sono stati impiegati anche operai con brevetto da rocciatore per effettuare i lavori di di restauro conservativo e manutenzione del Duomo di Porto Maurizio. “Il terzo e ultimo lotto – come spiega l’architetto Cristina Tealdi – prevedeva il rifacimento di buona parte della copertura dell’abside in abbadini in ardesia, mai ripristinata dal termine della costruzione della Basilica che è datata 1838. Per eseguire questi lavori è stato necessario il montaggio della poderosa gru che appare in tutte le immagini che sono state scattate in estate”.

Questo ed altri disagi alla viabilità sono stati necessari per il trasporto del materiale di risulta e sostitutivo per la copertura in lastre di ardesia. La ditta Formento che ha avuto in appalto i lavori ha dimostrato tra l’altro una straordinaria maestria nella sostituzione, consolidamento e messa in sicurezza delle coperture della parte absidale, alla conservazione e al consolidamento dell’orditura lignea e del tavolato, ma anche nella sostituzione degli abbadini di copertura in triplice strato fissati con chiodi di acciaio e malta di calce aerea. Gli operai rocciatori, in particolare, hanno provveduto a sostituire i vetri delle lanterne.

L’intervento di questo terzo lotto ha comportato una spesa di oltre 400 mila euro che vanno ad aggiungersi all’importo dei lavori già eseguiti per un totale di 675 mila euro. Tanti i parrocchiani che hanno contribuito per sostenere questo intervento e per rendere ancora più bello il Duomo di Porto Maurizio. Molti coloro che hanno ringraziato don Ivo Raimondo che ha affrontato con coraggio l’onerosa impresa e che proprio oggi ha lasciato Imperia per entrare nella cattedrale di San Michele ad Albenga. I parrocchiani sanno bene che la parrocchia avrà sicuramente bisogno di altri interventi di manutenzione, ma anche don Lucio Fabbris con l’esperienza maturata sul campo nel restauro della chiesa di San Benedetto Revelli potrà continuare l’opera avviata da don Raimondo. Va ricordato che la chiesa è la più grande di tutta la Liguria.

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