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Oliva taggiasca, le Associazioni per l’agricoltura biologica AIAB Liguria e Liguria Biologica ringraziano la commissione

Breve analisi dei punti critici che andrebbero a pesare sulle aziende del comparto Biologico nel caso in cui dovessero forzatamente entrare in una certificazione DOP per utilizzare il nome "Taggiasca"

Liguria. Le Associazioni per l’agricoltura biologica AIAB Liguria e Liguria Biologica ringraziano la commissione per avergli dato l’opportunità di esprimere la loro breve analisi dei punti critici che andrebbero a pesare sulle aziende del comparto Biologico nel caso in cui dovessero forzatamente entrare in una certificazione DOP per utilizzare il nome “Taggiasca”.

I punti critici sono di tre tipologie:

- La prima di ordine amministrativo; dato che alle 33 attività obbligatorie già presenti nel disciplinare biologico, se ne potrebbero aggiungere altre 15 legate alla DOP. Portando il carico amministrativo a livelli insostenibili per le piccole aziende.

– La seconda di ordine produttivo, dato che un disciplinare DOP mette dei paletti nelle rese, nella produzione e nelle caratteristiche organolettiche. La caratteristica principale delle nostre produzioni bio è la disomogeneità di questi parametri, rendendo la partecipazione ad un disciplinare molto difficile, anche solo per il panel test che considererebbe quasi tutte le produzioni di olio bio fuori standard perché più amare e piccanti.

– La terza è di ordine economico e deriva in parte dal carico amministrativo ed in parte dal costo della partecipazione ad una DOP, una stima approssimativa ci porterebbe ad un aumento dei costi di non meno di 1,50€ /litro di olio, portando il prezzo al pubblico in molti casi a sfiorare i 20€/bottiglia da 750ml.

Tali criticità rischiano di escluderle completamente dalla partecipazione ad una DOP , e anche dall’utilizzo della dicitura “Monocultivar Taggiasca” il comparto Biologico, in molti casi vorrebbe dire non avere più olio biologico in Liguria.

“Siamo sicuri che esistano strade meno estreme per tutelare veramente tutta la filiera, e saremo disponibili e felici di partecipare alla loro creazione” – afferma Alberto Dalpiaz, Vice-presidente dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica.

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