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Migranti in crescita a Ventimiglia, le associazioni lanciano un appello “Abbiamo bisogno di aiuto”

"Continuano ad arrivare i migranti che nei giorni scorsi sono sbarcati in sud Italia"

Ventimiglia. E’ in continuo aumento il numero dei migranti a Ventimiglia. Sono ottocento gli stranieri, quasi tutti di nazionalità sudanese, presenti al centro di accoglienza allestito dalla Prefettura al Parco Roja e gestito dalla Croce Rossa Italiana. Predisposto per accogliere circa 360 persone, il centro ne ospita attualmente oltre il doppio: per sopperire alla carenza di posti letti all’interno dei container, gli operatori CRI hanno allestito un’area con brandine da campo. “Continuano ad arrivare i migranti che nei giorni scorsi sono sbarcati in sud Italia”, dichiara il responsabile del centro di accoglienza Valter Muscatello, “Noi non mandiamo via nessuno: chi viene riceve i pasti e ha la possibilità di usufruire dei servizi igienici”. Situazione difficile anche nella chiesa di Sant’Antonio, in via Tenda: qui vengono accolte intere famiglie, provenienti soprattutto dall’Eritrea: “Il numero cambia giornalmente”, spiega il parroco di Roverino don Rito Alvarez, “Oggi ci sono circa cento persone”.

I migranti occupano i locali parrocchiali sottostanti la chiesa: situazione, questa, che potrebbe cambiare con l’inizio della stagione autunnale, quando riprenderanno le attività parrocchiali: “Stiamo cercando di raccogliere le idee per trovare una soluzione definitiva accettabile”, dichiara il vescovo della diocesi di Ventimiglia – Sanremo monsignor Antonio Suetta, “Al momento, però, di soluzioni non ne abbiamo ancora trovate. Ci sono bambini molto piccoli e vogliamo dare una risposta a questa emergenza, che continuerà nei mesi più freddi. In parte i locali serviranno per le attività parrocchiali, ma un numero ridotto di persone potremo continuare ad ospitarle”.

“Abbiamo bisogno di aiuti a 360 gradi”, dice il responsabile della Caritas Intemelia Maurizio Marmo, “I numeri delle persone che si rivolgono a noi stanno aumentando: servono volontari e beni di ogni genere”. Nella chiesa di Sant’Antonio sono presenti numerosi bambini di pochi anni e donne incinte.

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