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Mentone rende omaggio al giovane migrante morto nel tentativo di raggiungere una meta fotogallery

Fiori e scritti sono stati deposti ai piedi di una pianta di ulivo all'incrocio tra il boulevard de Garavan e l’avenue Blasco Ibanez

Mentone. Una trentina di persone ha partecipato alla manifestazione nata per volontà di un gruppo di cittadini francesi che hanno voluto rendere omaggio al giovane migrante morto mentre tentava di raggiungere la Francia.
“Il corpo del giovane”, ha dichiarato Teresa Maffeis dell’associazione francese A.D.N., “E’ stato travato ai piedi del viadotto autostradale di Sainte-Agnès. Non si sa cosa sia successo e nemmeno il punto esatto dove è caduto: le indagini sono in corso e il silenzio sulla vicenda è totale. Sappiamo solo che un giovane è morto e un altro è in coma in un ospedale della Costa Azzurra e questo è un fatto gravissimo: ogni giorno ci sono persone che rischiano la vita per raggiungere amici o parenti in Europa”.

Fiori e scritti sono stati deposti ai piedi di una pianta di ulivo all’incrocio tra il boulevard de Garavan e l’avenue Blasco Ibanez: è questo il luogo scelto per ricordare un uomo che ha perso la vita mentre da Ventimiglia cercava di spostarsi altrove. “Siamo alle spalle della stazione ferroviaria di Garavan”, ha dichiarato Martine Landry dell’associazione “Ligue des droits de l’homme”, “Dai treni che giungono dall’Italia vengono fatte scendere, dalla polizia, le persone con la pelle scura. Abbiamo scelto questo ulivo per ricordare un uomo che è morto cercando di raggiungere una meta, cosa che a tanti altri è permesso fare tranquillamente, a pochi passi da qui”.

“Tanti migranti danno la colpa di tutto all’Italia”, ha spiegato Teresa Maffeis, “Non riescono a credere che sia la Francia ad aver chiuso le frontiere. Chi è riuscito a passare la frontiera racconta di un paese libero e così, chi resta bloccato a Ventimiglia è convinto che siano gli italiani a non lasciarlo andare via: questa è la visione generale”.

“Mi aspettavo più partecipazione da parte degli italiani”, ha affermato lo scrittore Enzo Barnabà, promotore italiano dell’iniziativa, “Ma d’altronde qui c’è una frontiera che ancora, mentalmente, permane. Si ha l’idea che ciò che è accaduto in Francia non riguardi l’Italia”. Barnabà ha portato sotto l’ulivo un testo dello scrittore Daniel Delministro: “Voleva venire ma non poteva, mi ha mandato questo suo scritto”. Un brano dal titolo “Non fermiamo la bellezza”.

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