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L’estate vincente del Festival di musica da camera di Cervo

Mica per caso, Cervo... is magic

Cervo. Grandissimi artisti ormai più che noti al grande pubblico e giovani musicisti sulla “rampa di lancio”, da soli, in duo, in formazione; tanta, tantissima musica del grande repertorio cameristico, ma anche riletture, confronti, personalissime reinterpretazioni. Poi il jazz, la musica etnica di tradizione, il teatro. Il tutto legato dal fil rouge dell’alta qualità artistica. Quella non manca mai.

Il 53° Festival di Musica da Camera di Cervo ha proposto un’estate musicale variegata, fantasiosa, per tutti i gusti e per tutte le età, mai perdendo di vista il talento, la professionalità, appunto la qualità : il livello, come da tradizione, si è mantenuto altissimo e i risultati (in termini di presenze ed economici) sono andati oltre le aspettative.

Ecco allora i grandi nomi della musica classica, come il violoncellista Enrico Dindo – che ha inaugurato il Festival –  Massimo Quarta, David Geringas, accanto a selezionati “ensemble” cameristici, accolti dal pubblico con grande entusiasmo e soddisfazione.

Ma ecco anche Stefano Bollani, che ha letteralmente il botteghino o, sempre nel mondo del jazz, l’eccellente trombettista Fabrizio Bosso accompagnato alla fisarmonica da Luciano Biondini; per rimanere nel “trasversale”, ricordiamo il grande successo della serata al Parco del Ciapà, protagonisti i Liguriani e il repertorio popolare della nostra regione.

La ciliegina sulla torta, però, sono stati loro: Chi Ho Han,  Alekseij Semenenko,  Andrew Tyson,  Simone Rubino, Gianluca Imperato: i cosiddetti New Lifeblood series, alcuni tra i più brillanti giovani talenti del panorama nazionale e internazionale, che hanno calcato, negli scorsi due mesi, il palcoscenico del Festival e che si preparano ad una grande carriera nel mondo intero.

Il Sagrato dei Corallini ha accolto, ogni sera, un pubblico numeroso ed entusiasta, che ha riempito ogni angolo della Piazza, dalle sedie alle gradinate della chiesa, i muretti, i balconi: un pubblico fatto di “fedelissimi” e appassionati, ma anche di turisti, di curiosi e di ragazzi: un sospiro di sollievo e uno sguardo fiducioso al futuro.  Un “largo ai giovani” che vale – dunque – tanto per il palcoscenico quanto per la platea  e che va incoraggiato con ghiotte proposte musicali e con prezzi accattivanti; perché, è vero, i giovani sono il pubblico di domani e il Festival vuole scommettere più che mai sulle nuove generazioni.

Ricordiamo le collaborazioni, quelle organizzative  – FAI, Lions Club Imperia Host, Consorzio turistico della Riviera dei Fiori, Fratelli Carli, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Provincia, Regione –  e quelle artistiche: Concorso Pianistico Internazionale Geza Anda, Teatro Stabile di Torino, Teatro Carlo Felice di Genova, Scuola di Alto Perfezionamento di Fiesole. Segnaliamo, infine, i recenti accordi con la Gog – Giovine Orchestra Genovese – eccellenza tra le istituzioni musicali nazionali, con cui si sta costruendo una stimolante intesa per la prossima programmazione.

Poi ci sono il mare, il cielo stellato, la luna: Una cornice da favola, incantata e…magica.

E allora, come recita il titolo di articoli recentemente usciti sul Festival, “preparatevi ad applaudire”, Cervo è “il borgo dei miracoli”. I lavori per la prossima stagione sono già in corso.

Mica per caso, Cervo… is magic.

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