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Finito il braccio di ferro Parodi-Annoni, la prima commissione si riunisce in Comune

Il tema che scotta riguarda la possibilità di votare pratiche in consiglio anche con un terzo di consiglieri in aula, questo per evitare riunioni "deserte" come la penultima assemblea

Imperia. Quella di ieri è stata una giornata politica convulsa, ma che ha segnato una tappa storica importante. Per la prima volta, dopo un tiramolla che durava da sei mesi, si è riunita la commissione consiliare presieduta dal consigliere di minoranza ed ex candidato sindaco Erminio Annoni.

Un braccio di ferro tra il presidente del Consiglio Comunale Diego Parodi e Annoni a colpi di lettere che alla fine, con buonsenso, ha visto la commissione riunirsi alle 13. In discussione le modifiche del regolamento del consiglio e dello statuto comunale. Modifiche che riguardano tredici articoli. Resta tra i documenti finiti in archivio una serie di lettere che Parodi aveva scritto ad Annoni. “Le invio la presente al fine di esortarla alla convocazione della prima commissione consiliare e iniziare il percorso indicato dalla conferenza capigruppo, in cui si individuava nel lavoro della commissione da lei presieduta, lo strumento indispensabile, per stilare il nuovo regolamento del consiglio comunale, e portarlo all’attenzione del consiglio comunale. Il vecchio regolamento, ormai obsoleto e non più corrispondente alle esigenze dell’attuale consiglio, va cambiato e assieme ad esso anche lo statuto che abbiamo inviato, nella versione da noi proposta, a lei e ai componenti della commissione. Statuto e regolamento vanno analizzati insieme e contemporaneamente portati in consiglio. Certo che ora ella abbia tutti gli elementi necessari alla convocazione, spero di attivi rapidamente. Con l’occasione, le porto i miei migliori saluti”.

Erano state raccolte anche le firme tra i consiglieri di maggioranza per dare corso alla convocazione della commissione che alla fine si è riunita ieri. Per le modifiche al regolamento saranno “calendarizzate” altre riunioni. Il tema che scotta riguarda la possibilità di votare pratiche in consiglio anche con un terzo di consiglieri in aula, questo per evitare riunioni “deserte” come la penultima assemblea.

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