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Fertility Day, il Dott. Sugliano: “Bisogna affrontate il problema reale, la mancanza di lavoro e di sicurezza”

Il ginecologo sanremese interviene sul doppio circuito comunicativo che ha interessato la campagna ministeriale dedicata al tema della fertilità e del rischio di denatalità

Sanremo. “Hanno sbagliato tutto, bruciato quanto invece si poteva ottenere”. Contattato dalla nostra redazione, il Dott. Giovanni Carlo Sugliano – medico chirurgo responsabile clinico della specialità di Uroginecologia nel reparto Ginecologia del Borea nonché Referente regionale AIUG (Associazione Italiana Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico) affilliata IUGA (International Uro Gynecological Association) – commenta così il doppio circuito comunicativo che ha interessato la campagna ministeriale del “Fertility Day”.

Una caduta di stile vergognosa” – prosegue l’esperto – “che ha distolto l’attenzione dal problema reale: l’emergenza natalità che caratterizza l’intero paese a causa di fattori strutturali, tra cui la mancanza di lavoro, la precarietà dei contratti,  l’assenza di fondi pubblici per le politiche di sostegno alla famiglia, la scarsità di asili nido e di posti negli stessi. E’ su queste questioni che bisogna incanalare le energie e non dirigerle verso la creazione di immagini sessiste o razziste”.

Infatti, dopo una campagna accusata di sessismo nel mese di agosto, in occasione della giornata odierna dedicata al tema della fertilità e del rischio di denatalità, ne è stata promossa una seconda che nell’immediato ha suscitato la bufera attirando su di sé l’accusa di razzismo. A sollevare la nuova protesta, un opuscolo su presunti stili di vita da seguire per salvaguardare l’ubertosità femminile e maschile, e che si presentava ponendo a confronto un sorridente quartetto di ragazzi bianchi, e un gruppo, comprendente due giovani di colore, intento a fumare cannabis. Un passo falso il quale, oltre a ritorcersi contro gli stessi promotori, ha di fatto insultato quelle donne che per le ragioni di cui sopra non hanno ancora affrontato la gravidanza.

Ciò che indigna maggiormente” – precisa il Dott. Sugliano – “è il fatto che il problema non sono le donne che non hanno figli, bensì il sistema italiano che non glielo permette. Non dimentichiamoci che l’Italia è il paese occidentale con il più basso indice di nascituri. E a livello territoriale è proprio la Liguria ha detenere il record negativo”. Tanto è vero che secondo gli ultimi dati diffusi, nella nostra regione il tasso di natalità è del 6,9 per mille contro l’8,4 per mille nazionale. Un triste primato coadiuvato dal più alto tasso di mortalità (13,2 per mille) e insieme dal più basso tasso di incremento demografico (-5,4 per mille). Ma non solo, perché se in Liguria l’età media materna si attesta intorno i 32 anni e la fecondità della specie umana si colloca fra i 20 e i 30 anni, questo vuol dire che il numero delle donne che arrivano alla prima gravidanza a 40 è molto molto alto. A riguardo, non è un caso che una recente indagine Istat parlava di boom dei “parti over 40”, sottolineando come in Liguria la percentuale dei nati da madri ultraquarantenni fosse al di sopra del l’11%.

(Foto Twitter)

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