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Clochard ucciso a colpi di stampella: arrestato anche il terzo coinvolto, era latitante dal 2011 foto

Con l’avvenuta cattura del cittadino rumeno è giunta a conclusione una vicenda che all’epoca ha destato particolare impressione nell’opinione pubblica per la violenza con cui era stata commessa.

La collaborazione tra la Polizia di Stato ed il collaterale organo rumeno ha permesso di trarre in arresto il cittadino straniero Alin Constantin Gutu, di 26 anni, destinatario di mandato di arresto europeo per concorso in omicidio, a seguito di ordinanza di misura cautelare in carcere emessa dall’allora Tribunale di Sanremo. Per quel reato erano stati condannati a 14 anni a testa Nicolae Panaite e Ciprian Cosmin Donea i due clochard romeni accusati di aver ucciso Ioan Ionescu.

Il cittadino rumeno era latitante dal mese di maggio 2011, quando, nella città dei fiori, insieme a due connazionali, arrestati poche ore dopo l’evento delittuoso, grazie ad una celere attività di indagine compiuta da personale della Squadra Mobile della Questura di Imperia e del Commissariato di Sanremo, che giungeva all’identificazione degli autori del reato, superando anche le difficoltà legate al degradato ambiente dei senzatetto in cui era maturato, uccise in maniera particolarmente efferata un loro compatriota, colpendolo ripetutamente con le sue stesse stampelle per lasciarlo poi, agonizzante, a morire sotto l’ultimo ponte del torrente San Francesco.

L’attività investigativa aveva consentito di raccogliere gravi elementi indiziari a carico degli indagati, che avevano determinato la magistratura sanremese ad emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, successivamente “estesa” a livello internazionale.

Alin Constantin Gutu, rintracciato nel paese di origine, è stato fermato in attesa di estradizione per l’Italia, avvenuta nella mattinata di ieri presso lo scalo aereo di Ciampino (Roma).

Con l’avvenuta cattura del cittadino rumeno è giunta a conclusione una vicenda che all’epoca ha destato particolare impressione nell’opinione pubblica per la violenza con cui era stata commessa.

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