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Bordighera, Enrico Ruggeri al Book Festival: “Sono un raccontatore di storie, proprie e altrui” fotogallery

"La canzone è un veicolo comunicativo meraviglioso che però deve fare i conti con una serie di paletti notevoli"

Bordighera. E’ arrivato nella “Città delle Palme” in veste di scrittore, ma senza dimenticare di essere una rock star: Enrico Ruggeri, cantautore 59enne, è l’ultimo super ospite della terza edizione del Bordighera Book Festival.

Occhiali da sole scuri, sigaretta in mano e passo deciso: Ruggeri ha raggiunto la postazione in corso Italia dalla quale presentare il suo ultimo libro, “Un prezzo da pagare”, schivando i flash dei fotografi.

Cantante, presentatore televisivo e radiofonico e anche autore di romanzi. Chi è Enrico Ruggeri? “Sono un raccontatore di storie, proprie e altrui”, si definisce, “Il mio territorio naturale è stato quello della canzone, poi piano piano sono arrivate anche altre cose, anche con molta cautela perché scrivere libri è una cosa delicata: ti trovi nell’eventualità che il tuo libro finisca in uno scaffale dove magari, nel ripiano sotto, c’è “Guerra e Pace”: quindi bisogna stare attenti. E poi ho fatto anche cose di diversa natura, la televisione e la radio, che mi piace molto di più della televisione, francamente”.

“Non possiamo non premettere che viviamo in un mondo in cui il numero delle persone che scrivono libri sta per superare quello delle persone che li leggono”, ha dichiarato Ruggeri, tirando una frecciatina al veleno, neanche troppo velata, ai nuovi “vip”: “Tutti scrivono libri oggi: il tronista e anche il cantante uscito da un talent tre mesi prima, mentre sta per compiere 21 anni, ha già scritto la sua biografia… in effetti, però, c’è libro e libro”.

Molti cantautori italiani, di quelli veri, hanno comunque sentito l’esigenza di scrivere. Perché? “Probabilmente perché la canzone è un veicolo comunicativo meraviglioso che però deve fare i conti con una serie di paletti notevoli”, ha risposto Ruggeri, “Perché la canzone deve durare tot minuti, devi tenere conto della rima, della metrica, della musicalità della parola… capita spesso che alcune idee rimangano dentro la penna e quindi in molti si sono accostati alla scrittura. E’ molto complicato scrivere libri però è anche vero che sei un po’ più libero”.

Una storia buona, secondo il cantautore milanese, la si riconosce dalla sua trama, che può essere riassunta in poche righe. Come quella di “Delitto e Castigo”: “Un giovane indebitato che ammazza una vecchia usuraia. In realtà la storia è molto più complessa, ma la trama è questa”.

“Scrivo una pagina nella quale racconto a me stesso la storia e poi, quando mi convince, comincio a scriverla”, ha spiegato Enrico Ruggeri, rispondendo alla domanda del suo modo di affrontare la scrittura di un libro. Dopo aver data alla stampa “La brutta estate”, sempre per la casa editrice Mondadori, il cantautore è stato invitato a scrivere qualcosa su quella che era una figura secondaria del romanzo, ma che, secondo i critici della Mondadori, aveva contribuito al successo del libro: il commissario Antonino Lombardo. “Un uomo di 50 anni del sud, pragmatico”, lo ha definito il suo autore, “Un antieroe, uno di quelli che pensano che per capire un delitto bisogna conoscere la vittima”.

Non è mancata una frecciata anche alla burocrazia italiana e alla magistratura, lanciata sempre parlando della trama del suo ultimo romanzo, un delitto nel mondo dello spettacolo: “Tutti i poliziotti che ho conosciuto nella mia vita e sono stati tanti mi hanno sempre ripetuto la stessa cosa: “Noi ci ammazziamo per arrestare le persone e i magistrati le mettono fuori”. Il commissario Lombardo quindi sa benissimo che nel momento in cui dovesse accusare qualcuno, questo potrebbe usufruire dei meandri della burocrazia e la farebbe franca”.

 

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