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Arresti tra gli anarchici “pronti a uccidere”, c’è anche la bordigotta Anna Beniamino: già indagata per l’agguato Adinolfi, manager di Ansaldo Nucleare foto

E' la compagna di Alfredo Cospito, 50anni, condannato in Appello per il tentato omicidio di Roberto Adinolfi, il dirigente dell’ Ansaldo ferito nel maggio 2012 a Genova

C’è anche Anna Beniamino, 46enne tatuatrice torinese nata a Sanremo e cresciuta a Bordighera, tra gli arrestati nelle fila degli anarco-insurrezionalisti appartenenti alla F.A.I.(Federazione Anarchica Informale). L’arresto è avvenuto a Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo. Lei è la compagna di Alfredo Cospito, 50anni, condannato in Appello per il tentato omicidio di Roberto Adinolfi, il dirigente dell’ Ansaldo ferito nel maggio 2012 a Genova. All’epoca degli arresti (estate 2012) la donna era stata indagata a piede libero. Suo era il villino sulle alture della città delle palme – in via Silvio Pellico a Sasso – ritenuto uno delle basi operative dei terroristi. Suo padre, pittore, aveva, a cavallo degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, una galleria di arte moderna nel centro storico della città dei fiori in via Corradi nei pressi del Casinò

Per fare alcuni cenni storici sulla “carriera sovversiva” della donna, nel 2010 lei e il suo compagno furono processati dal Tribunale di Perugia e condannati a un anno di reclusione per il fallito attentato alla linea ferroviaria Ancona-Orte. Andando a ritroso nel passato la Beniamino fu assolta in primo grado dal reato di “banda armata” nel 2000 dalla Corte di Assise di Roma, nell’ambito del processo Marini, dal nome del sostituto procuratore che indagò sugli anarchici nell’ambito delle indagini sulla rapina alla Cassa Rurale di Serravalle in provincia di Trento del 1994.Infine, il rapporto della Beniamino col ponente ligure è molto stretto, visto che suo padre esercitava

Come scrive l’agenzia ANSA, l’operazione odierna ha permesso di arrestare sette anarchici e indagarne altri otto nell’ambito dell’operazione denominata ‘ScriptaManent’ nei confronti della Federazione anarchica informale (Fai). Nell’ambito della vasta operazione, i poliziotti, con l’ausilio di unità cinofile antiesplosivo, hanno sottoposto a perquisizione oltre 30 anarchici e 29 abitazioni dislocate in Piemonte, dua a Genova, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria.

L’operazione della Polizia di Stato contro gli anarchici della Federazione anarchica informale (Fai) contesta agli arrestati il reato di associazione con finalità di terrorismo e attribuisce agli stessi l’esplosione di tre ordigni: uno presso il quartiere Crocetta di Torino del 5 marzo 2007 e due presso la Caserma allievi Carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006.

Gli ordigni in entrambi i casi erano programmati per esplodere a breve distanza l’uno dall’altro, per arrecare danno all’incolumità delle forze dell’ordine intervenute sul posto e avevano “il preciso obiettivo di uccidere” le forze dell’ordine, il personale sanitario, i vigili del fuoco e i cittadini eventualmente intervenuti sul posto.

L’operazione della Digos trae origine dal procedimento penale instaurato presso la Procura di Torino a seguito del ferimento di Roberto Adinolfi, ad dell’Ansaldo Nucleare, per mano di appartenenti al cosiddetto ‘Nucleo Olga’, espressione del cartello eversivo Fai. L’indagine, attraverso l’analisi di un’enorme quantità di documentazione ideologica, ha permesso di ricostruire la struttura associativa e l’evoluzione internazionale della Fai.

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