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Alle Vele il timoniere di “Azzurra” Mauro Pelaschier: “La vela non morirà mai ma ci sono regole da cambiare” foto

Ha fatto appassionare milioni di italiani con la prima barca italiana alla Coppa America, oggi è al raduno con "Leonore"

Imperia. “La vela non muore, viva la vela”. Si potrebbe riassumere così il Pelaschier pensiero, il grande timoniere di Monfalcone che ci ha fatto vivere notti da perdere il sonno ai tempi di “Azzurra”. C’è anche lui alle Vele d’Epoca, il raduno che si è aperto ieri con l’inaugurazione a Calata Anselmi.

“Ma le regole vanno cambiate – racconta a Riviera24 il lupo di mare alto, biondo, con la barba – i genitori devono saper spalmare bene le risorse economiche. La vela è uno sport costoso. Si spende molto negli Optimist per acquistare barche veloci e rande che hanno prezzi alti, ma ce ne vogliono altri quando si passa alle categorie superiori. Pochi alla fine che proseguono la carriera agonistica per arrivare alle Olimpiadi”

Simpatico, a volte caustico, certamente affascinante. Mauro Pelaschier è da sempre uno dei simboli, forse il “simbolo” della maturazione della vela agonistica italiana dopo il boom seguito alla felice avventura di Azzurra alla Coppa America del 1983. Non poteva che essere lui, un vecchio saggio, a fare il punto sulla situazione della vela italiana e su come Azzurra l’abbia cambiata. “Ci sono barche veloci, ma gli uomini e la testa di chi va per mare può cambiare. Ho conosciuto ragazzi che hanno fatto l’università della nautica, dei veri e propri manager. E su quelli che dobbiamo puntare e in questo momento misurarci. Sono una risorsa importante per questo sport che continua e non morirà mai”.

pelaschier

Pelaschier, nato a Monfalcone nel 1949, dopo aver partecipato a tre Olimpiadi nel Finn, ha raggiunto nel 1983 un’enorme popolarità come timoniere di Azzurra, la prima barca italiana all’America’s Cup. Ancora presente su tutti i campi di regata, nel 2013 ha vinto il premio di Leone del Mare per i suoi meriti velici. E da ieri è qui a Imperia al timore di “Leonore”, il mito della vela fa sognare ancora.

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