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Acquistata o “accettata”: multe anche per chi esamina la merce offerta da un abusivo

Maneggiare la merce offerta da un abusivo per esaminarla è “accettazione” e fa parte della contrattazione. Multe da 200 euro

Sanremo. Anche solo guardando il video allegato, girato al mercato di Sanremo, si potrebbero individuare molti casi relativi a questa norma che quasi nessuno conosce: il solo fatto di prendere in mano un oggetto offerto da un venditore abusivo può far scattare la contestazione da parte della Polizia Municipale e la conseguente sanzione amministrativa. Le norme puniscono infatti non solo l’acquisto di un prodotto ma anche la “accettazione” dello stesso. Prendere in mano una borsa, un paio di occhiali, un orologio per esaminarli viene definito come “accettazione” e fa parte del meccanismo della contrattazione, quindi è punito come l’acquisto vero e proprio ed è sanzionato con una multa di 200 euro.

E’ una norma poco nota ma rischia di costare cara a chi viene fermato nella fase dell’accettazione. Da anni l’attenzione si è spostata anche sugli acquirenti della merce offerta dagli abusivi nel tentativo di scoraggiare gli acquisti e limitare il fenomeno, ma senza risultati.

Per noi non è semplice intervenire sul fenomeno dell’abusivismo – afferma il comandante Claudio Frattarola – perché i venditori abusivi conoscono tutti i nostri agenti e anche gli interventi in borghese vengono immediatamente notati e segnalati dalla rete di sentinelle che copre il mercato dell’abusivismo. Inoltre il nostro intervento non può essere mirato solo al cittadino che procede all’incauto acquisto, ma sopratutto al fermo del venditore e al sequestro della merce: per questo anche per una sola multa devono intervenire più agenti e questo diventa quasi impossibile durante il normale svolgimento dell’attività della Polizia Municipale.”

Ogni tanto vengono effettuati blitz nelle vie principalmente interessate dal fenomeno ma sono interventi che non possono da soli risolvere il problema. Il vero punto, sottolinea Frattarola, è che se non ci fossero i clienti non ci sarebbe il problema, ma le ripetute campagne di informazione verso cittadini e turisti non sortiscono alcun effetto.

La prima campagna di informazione capillare contro l’acquisto di prodotti con il marchio contraffatto o comunque offerti da venditori abusivi risale al 2008 quando il comune mise manifesti e volantini in tutta la città e spuntarono anche i totem informativi in più lingue: italiano, tedesco, francese ed inglese. Si rivelò tutto inutile e negli anni successivi seguirono solo sporadici richiami al problema.

Meglio quindi tener presente il rischio legato alla sola “accettazione”: rigirare tra le mani la borsa dei propri sogni può costare caro, anche se non c’è l’intenzione di acquistarla.

La sanzione è di 200 euro, metà dei quali resta al Comune mentre l’altra metà finisce allo Stato, ma nessuno dei due si arricchirà in questo modo: vista la complessità degli interventi descritta sopra, il totale delle multe agli acquirenti dall’inizio dell’anno ad oggi è di non più di una decina, a fronte dell’enorme giro di affari legato alla vendita abusiva. Insomma, bisognerebbe essere proprio sfortunati…

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