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Ventimiglia festeggia San Secondo. Vescovo Suetta: “Messa in suffragio delle vittime del terremoto” fotogallery

Prima di iniziare la funzione, il vescovo ha letto un messaggio inviatogli da papa Francesco

Ventimiglia. Grande festa per il patrono della città e della diocesi San Secondo. Tante le autorità religiose, civili e militari che si sono riunite nella cattedrale ventimigliese per partecipare alla santa messa in onore del martire cristiano.

Da 25 anni, inoltre, durante i festeggiamenti per il santo patrono viene ufficialmente assegnato il “San Segundin d’Argentu” a cittadini che si sono distinti per il loro operato. Quest’anno, il prestigioso riconoscimento è andato a Gianfranco Maccario, imprenditore e mecenate.

Prima di iniziare il rito liturgico, il vescovo diocesano monsignor Antonio Suetta, ha letto le parole di ringraziamento e sostegno che Papa Francesco ha inviato a Ventimiglia per l’opera di assistenza e carità ai migranti. Non poteva mancare, da parte del vescovo, un pensiero alle vittime del violento territorio che ha sconvolto il centro Italia: “Preghiamo per loro, che questa sia una messa in loro suffragio”, ha dichiarato Suetta, “Esprimiamo la nostra vicinanza ai superstiti”.

Ricordando la figura del martire San Secondo, il vescovo della diocesi di Savona – Noli monsignor Vittorio Lupi ha dichiarato: “La nostra epoca ha in assoluto il numero maggiore di martiri della storia. Sono centinaia i martiri che ci sono stati in questi ultimissimi anni. Quante persone in Nigeria, Iraq, Pakistan rischiano la vita ogni volta che vanno a messa eppure continuano ad andarci. Sono dei martiri, dei testimoni. Nei paesi musulmani i cristiani devono restare nascosti, altrimenti rischiano il lavoro o la stessa vita, eppure ci sono persone che si convertono”.

Anche monsignor Lupi ha ricordato i migranti: “Ventimiglia sta vivendo una stagione importante, un momento di misericordia: quello di alloggiare i pellegrini, i migranti. Come tutte le opere di misericordia comporta dei problemi, ma è anche un’occasione donata dalla provvidenza. In questo lavoro non si può essere lasciati soli, occorrono aiuti che devono essere portati dagli enti incaricati e tutto non può gravare sulle spalle di Ventimiglia. Ma la voglia di aiutare, la solidarietà sono cose che non hanno prezzo. Il prezzo ce lo ha detto Gesù: tutto ciò che avete fatto ai più piccoli, lo avete fatto a me”.

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