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“Vedrai, vedrai: da Tenco a Battisti” a Pian di Nave di Sanremo foto

L'appuntamento sarà domenica 14 agosto, alle ore 21.00

Sanremo. Un appuntamento “immancabile” quello che propone l’Orchestra Sinfonica di Sanremo domenica 14 agosto – a Pian di Nave a Sanremo (presso il Forte di Santa Tecla) – con inizio alle ore 21.00, prima dei consueti fuochi artificiali di Ferragosto. Spettacolo che verrà anticipato venerdì 12 agosto in Piazza dei Calafati a Varazze, sempre con inizio alle ore 21.00.

La bacchetta di Roberto Molinelli condurrà i Professori d’orchestra e la Soprano Gabriella Costa in un percorso che si snoda tra la storia della musica del nostro Paese.

È difficile stabilire quale sia stato il momento migliore della musica leggera italiana, tuttavia molti sostengono che ci sia stato un periodo, tra la metà degli anni ’60 e gli anni ’70, di particolare creatività ed innovazione. In questo concerto si esplorerà soprattutto questo felice momento, con alcune divagazioni verso il passato e verso tempi più recenti.

Si inizia con Luigi Tenco, grande artista legato alla città di Sanremo anche, purtroppo, per la sua tragica fine. Esponente della “scuola genovese”, scrisse canzoni indimenticabili come “Se stasera sono qui” del ’67, interpretata da Wilma Goich pochi mesi dopo la sua morte, e “Vedrai vedrai”, del ’65.

Una prima “evasione” dall’arco cronologico principale è il tributo a Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu” (1958): una canzone senza tempo, una sorta di inno alla musica popolare italiana.

Di un altro genovese, Fabrizio De Andrè, “La canzone di Marinella”, ispirata ad un fatto di cronaca che il cantautore rielaborò per “… reinventare una vita ed addolcire una morte …” ed “Ave Maria”, una commovente preghiera dedicata a Maria ed a tutte le donne che “… sono femmine per un giorno e poi madri per sempre …”. Il brano è tratto dall’album “La buona novella”, pubblicato nel ’70 ed ispirato ad alcuni passi dei Vangeli apocrifi.

Lucio Battisti è stato un altro grande e rimpianto protagonista della musica italiana. Di carattere schivo e riservato, in una delle rare interviste spiegò come nacque il brano “Emozioni”: “L’ho scritta subito dopo il viaggio a cavallo Milano/Roma e vi ho messo quella tensione intima, quei passaggi bruschi sospesi in aria, per esprimere meglio il senso di scoperta, di stupore che provammo io e Mogol avventurandoci per prati, colline e fiumi, come se vedessimo la natura per la prima volta”.

Un altro autentico genio fu Giorgio Gaber, capace di affrontare con elegante ironia tematiche anche impegnative. Negli anni della contestazione, delle forti contrapposizioni politiche, sembra farsi beffe dell’intellettualismo con canzoni come “Lo shampoo” (1973) o “Torpedo blu” (1968), e, in qualche misura, anche con “La libertà”, dal tono più serioso.

L’unico brano degli anni ’80 è “Caruso” di Lucio Dalla. È ispirato al tenore Enrico Caruso che trascorse gli ultimi mesi di vita in un albergo di Sorrento. Dalla lo immagina mentre, affacciato ad una finestra sul golfo, ripensa alla sua carriera ed ai suoi successi.

Si ritorna con Umberto Bindi alla “scuola genovese”. Alcuni suoi brani come “Il nostro concerto” rivelano la sua formazione accademica. La canzone ebbe molto successo grazie alle interpretazioni di Peppino Di Capri, Caterina Valente e Jimmy Fontana. Nonostante lo stile particolare ed in controtendenza rispetto ai gusti del tempo, questa canzone raggiunse il primo posto nella hit parade nell’estate del ’60.

Il biglietto di ingresso, posto unico, costa 5 €.

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