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Unioni civili, Partito della Rifondazione Comunista: “Vogliamo evidenziare alcune problematiche”

Il Partito della Rifondazione Comunista, Federazione Provinciale di Imperia, Circolo Dianese "G.B. Acquarone" si esprime riguardo alle affermazioni del Sindaco di Diano Marina sulle unioni civili

Diano Marina. Il Partito della Rifondazione Comunista, Federazione Provinciale di Imperia, Circolo Dianese “G.B. Acquarone” riguardo alle affermazioni del Sindaco di Diano Marina sulle unioni civili afferma: Il diritto di parola non deve mai essere negato a nessuno, neppure a un rappresentante pubblico che si schiera contro una legge dello Stato e, anziché applicarla come suo dovere, solleva un polverone inutile e alquanto sterile. Vogliamo quindi evidenziare alcune problematiche.

Primo punto: il matrimonio civile è una legge dello Stato e, come tale, vale anche per il Comune di Diano Marina. Anche se la legge prevede che un sindaco possa negarsi a tale funzione è oltremodo scorretto innescare una fumosa polemica in quanto, lo voglia oppure no, il sindaco e non altri deve nominare chi sarà delegato a tale compito.

Secondo punto: riteniamo sempre disdicevole che un sindaco o una personalità pubblica eserciti non tanto il proprio diritto di esprimere un’opinione, ma il continuo e teatrale abuso del turpiloquio. Probabilmente è, e se non lo è lo pare, un tentativo di sollevare un polverone su un problema che non esiste, già risolto da leggi dello stato, con l’apparente scopo di non far capire ai cittadini cosa stia veramente succedendo all’amministrazione di Diano Marina.

Terzo punto: il sindaco di Diano Marina sembra abituato a sparare a vanvera, molto probabilmente perché ancora una volta si avvicinano tempi difficili per la sua maggioranza, ed allora eccolo pronto come sempre ad alzare cortine fumogene per nascondere il fatto che poco o nulla è in grado di concretizzare delle cose promesse.
Assistiamo ad alcuni lavori effettuati in modo scoordinato e privo di ogni programmazione, cioè una serie di “tapulli” a macchia di leopardo, mentre intanto il sindaco cerca di coprire la puzza di fogna che a Diano Marina continua a regnare in centro e dintorni, dove non basta un tapullo oggi qua e domani là, con sensazionali e roboanti sparate ad effetto che impressionino il suo elettorato: ieri pro-marò, oggi anti-gay, domani chissà: un divieto di burkini sulle spiagge dianesi, forse?

Il sindaco è libero di pensarla come vuole. Riteniamo però che lui non possa ordinare in nessun modo come una coppia vuole festeggiare la propria unione, vuoi con fiori o con lancio di riso. Diano Marina avrà visibilità mediatica in quanto con l’Arcigay, che giustamente protesterà davanti al municipio, si schiereranno tutti quei cittadini che credono in una società di uomini e donne liberi e libere.

Può darsi che il recente trionfo elettorale abbia spinto il nostro sindaco verso sintomi di megalomania da potere assoluto, ma ricordiamo che spesso chi vince non è detto che poi operi al meglio e, secondo noi, questo è uno di quei casi”.

 

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