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Terremoto: Imperiesi dal cuore grande, tutti in coda a donare sangue fotogallery

La gara di solidarietà dopo quello che è successo ieri in centro Italia è scattata anche a centinaia di chilometri di distanza

Imperia. Fra le necessità più urgenti quelle di sangue di tutti i gruppi, come ricordato dal coordinamento emergenze nazionali della Protezione Civile dopo il sisma che ha colpito il centro Italia. “A causa del terremoto avvenuto l’altra notte urge sangue, di tutti i gruppi sanguigni”.

E l’appello non  è caduto nel vuoto. Questa mattina nella sede della Fidas, nel grattacielo di Imperia già alle prime luci dell’alba c’erano una cinquantina di donatori pronti ad offrire il loro contribuire per sopperire a questa emergenza. “Ma tanti altri imperiesi sono tutt’ora in coda pronti a donare sangue per i terremotati”, spiega una responsabile della Fidas.

La gara di solidarietà dopo quello che è successo ieri in centro Italia è scattata anche a centinaia di chilometri di distanza. Solitamente ad agosto il numero dei donatori è in diminuzione, ma questa mattina forte è stata la risposta anche da parte di coloro che non sono donatori abituali. “Ho visto delle immagini in televisione che mi hanno gelato il sangue – dice Roberto L. – che questa mattina era in coda per una buona causa – Ho chiesto informazioni su come potevo contribuire in questa drammatica situazione e mi sono subito messo in contatto con la Fidas per avere informazioni. Sono venuto al Grattacielo con un amico contento di essere qui”.

La Fidas ad Imperia è aperta tutti i giorni dalle 7 alle 13 e dalle 15 alle 19. Nel frattempo è stato diffuso un comunicato stampa sull’emergenza terremoto: “Il Centro nazionale sangue e le quattro Associazioni di volontari italiani del sangue AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS, Fratres, invitano i donatori su tutto il territorio nazionale a programmare la propria donazione contattando l’associazione e/o il servizio trasfusionale di riferimento.

24 Agosto 2016. In seguito al terremoto che questa notte ha colpito le Regioni del Centro Italia, il Centro Nazionale Sangue (CNS), fin dalle prime ore della mattina, ha attivato il “Piano strategico nazionale per il supporto trasfusionale nelle maxi emergenze” per far fronte alle eventuali necessità trasfusionali dei feriti nelle Province interessate.  Attraverso la Bacheca nazionale per le maxi-emergenze, istituita dal CNS come strumento per il coordinamento dei meccanismi di compensazione e scambio interregionale di unità di sangue in caso di eventi sanitari straordinari, è stata immediatamente resa disponibile alle Regioni Lazio, Marche e Abruzzo una scorta di sangue nazionale ma non si è verificata la necessità di movimentare tali unità di sangue.
Al fine di avere un monitoraggio costante del fabbisogno locale di sangue e intraprendere le necessarie azioni, le Strutture regionali di coordinamento per le attività trasfusionali delle Regioni interessate sono in collegamento diretto con il CNS e con le Associazioni locali dei donatori volontari di sangue.
Nei territori interessati, in particolare il Lazio, Regione maggiormente colpita dal sisma, sono state attivate procedure straordinarie per l’accoglienza dei donatori. In molti in queste ore si stanno recando presso le Strutture Trasfusionali per effettuare la donazione raccogliendo gli appelli circolati sui social e ripresi dai principali media nazionali. Le numerose offerte di disponibilità da parte dei cittadini per sostenere le necessità trasfusionali sono il segno della grande generosità di tutta la popolazione. Tuttavia Il CNS e le quattro Associazioni di volontari italiani del sangue AVIS, Croce Rossa Italiana, FIDAS, Fratres, invitano i donatori su tutto il territorio nazionale a programmare la propria donazione contattando l’associazione e/o il servizio trasfusionale di riferimento, in modo da prevenire sia eccedenze sia carenze di emocomponenti.
La “chiamata del donatore” è un utile e importante strumento di programmazione e fidelizzazione che permette di regolare l’afflusso dei donatori per giornata, per settimana e per mese consentendo di soddisfare i fabbisogni ordinari di emocomponenti, anche mediante il loro razionale e appropriato utilizzo, e di costituire e mantenere le scorte strategiche destinate alla gestione dei fabbisogni trasfusionali straordinari in caso di emergenze”.

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