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Seborga, dura replica del principe Marcello I all’Allocuzione del prof Beltrutti

"Una cosa giusta nel Suo discorso Lei la dice: “A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi”. È proprio così, e voi non lo siete"

Seborga. Non si è fatta attendere la replica del principe Marcello I all’Allocuzione del professor Diego Beltrutti.
Di seguito la lettera aperta a firma del principe di Seborga, pubblica come nota ufficiale sul sito internet dell’antico principato.

“Egregio Prof. Beltrutti,

con la presente desidero sottoporre alla Sua attenzione alcuni aspetti evidenziati nell’“Allocuzione” da Lei pubblicata ieri, 17 agosto, sul sito sanctisepulchri.org, aspetti che è bene chiarire perché trattati in maniera assurdamente scorretta, faziosa e mistificatrice.

Comincio subito con l’affermare che quanto messo in atto dal sig. Mutte con la complicità del signor Mentil è proprio a tutti gli effetti un colpo di Stato. C’è poco da fare, e chi nega ciò lo fa perché vuole ostinarsi a non vedere la realtà dei fatti. Che scusa è dire: “Non si tratta di un colpo di Stato perché Seborga non è ancora uno Stato riconosciuto”? Seborga non sarà un Principato indipendente, ma è comunque un’entità fondata sul diritto, e per diritto io intendo nel caso specifico gli Statuti Generali, che non prevedono la destituzione del Principe e che esigono che il Principe sia eletto dai Seborghini. Tra le caratteristiche del diritto c’è il fatto che esso è “certo”, e dunque qualunque persona intelligente e di buon senso, al di là di possibili legittime divergenze d’opinione ovviamente tollerate in nome del principio democratico della libertà di pensiero, non può che accettare comunque il responso delle urne. Non è che l’elezione di una persona non di proprio gradimento può giustificare il fatto di creare un’organizzazione parallela guidata da qualcun altro più gradito: il diritto non contempla i capricci, e questo ve lo dovete mettere bene in testa. D’altra parte, posso comprendere che questo elementare concetto non Le sia famigliare, visto che Lei è stato espulso dal VEOSPSS il 6/01/11 (VEOSPSS che pure il Principato non riconosce) e che successivamente si è creato per ripicca il suo ordine personale, il VOSS.

Lei dice che il sig. Mutte “si è guadagnato [il titolo di Principe] sul campo”: ma allora stracciamoli, gli Statuti Generali! Ma come potete affermare una cosa così lontana dal diritto? Lei scrive che i collaboratori del sig. Mutte sono “preparati in diritto”, e poi questi calpestano gli Statuti Generali e si creano una nuova costituzione non votata da nessuno! Lei si definisce “difensore del vero e del giusto” e si permette di dare lezioni a me e ai Seborghini dicendo che il Principato di Seborga è “una pseudo-democrazia”, e poi sostiene un falso Principe che nessun Seborghino ha mai eletto! Viva la coerenza! Preferiamo certamente essere un Principato, come Lei dice, “folkloristico, che fino ad oggi è riuscito a trovare il momento più alto e significativo nelle sagre della salsiccia o delle cozze” (bella considerazione che ha di Seborga!), un Principato condotto da persone senza “competenze culturali, accademiche, lavorative” piuttosto che essere S.A.S. Marcello I Principe di Seborga guidati da persone che si riempiono la bocca di parole e che dimostrano di non sapere rispettare i Seborghini. Noi abbiamo onestà e buona fede, qualità che a voi sembrano essere del tutto estranee.

Nel Suo discorso Lei scrive più volte “Noi riteniamo che…”, “L’Ordine dei Cavalieri Bianchi ritiene che…”, “Un altro fatto per noi inopportuno e inaccettabile è che…” ecc. Dobbiamo essere chiari una volta per tutte: i cavalieri NON hanno alcun titolo ad intervenire nelle dinamiche del Principato di Seborga! A prescindere dal fatto che la missione dei cavalieri dovrebbe essere (almeno in teoria, perché poi è tutto da vedere) la difesa della cristianità e non certo la politica del Principato di Seborga, quando Lei dice che i cavalieri “compongono da sempre, assieme ai residenti, la base elettorale del Principato” afferma una cosa del tutto falsa. Gli artt. 26 e 42 degli Statuti Generali dicono rispettivamente: “Il Principe – o la Principessa – viene eletto dal Parlamento Generale di Seborga” e “Il Parlamento Generale del Principato è costituito da tutti i cittadini di Seborga, che abbiano o no la nazionalità del Principato”. Non ci sarà in questo senso alcun decreto per evitare che i cavalieri votino alle elezioni del prossimo aprile, né alcuna modifica degli Statuti Generali (che peraltro andrebbe votata). Non è necessario: ci si limiterà ad applicare scrupolosamente i due semplici articoli appena enunciati. In altre parole, voterà solo chi è residente a Seborga, e questo per evitare che l’elezione sia condizionata da logiche esterne al Principato; il Principe è solo dei Seborghini, non dei cavalieri.

Mi lasci poi dire che tirare in ballo la questione dell’incidente del 1996 è veramente da persone meschine che non hanno altro a cui aggrapparsi per supportare le loro insostenibili tesi. Seborga è un paese piccolo, e il fatto dell’incidente fu regolarmente portato a conoscenza dei Seborghini, checché ne dica Lei. In occasione dell’incontro del 6 agosto scorso, i Seborghini Le hanno nuovamente chiaramente manifestato il fatto che loro erano perfettamente al corrente della vicenda e che nel 2010 hanno comunque scelto coscientemente di eleggere me, non ritenendo l’incidente una fonte di problemi e anzi volendo evitare che fosse eletto un candidato spalleggiato in larga parte dai cavalieri. Già allora, peraltro, gli atti riguardanti l’incidente a Sainte Agnès erano perfettamente reperibili su Internet, e anzi erano il primo risultato mostrato su Google se si digitava “Marcello Menegatto”. Come richiesto dagli Statuti, a febbraio 2010, quando mi sono candidato, ho presentato regolarmente l’estratto del mio casellario giudiziario, che è comunque “pulito”, e la mia candidatura è stata dunque giustamente considerata ammissibile. Non vedo su che base Lei possa dunque permettersi di dare giudizi sulla legittimità della mia elezione, né di sostenere che il Consiglio dei Priori abbia “perso il ruolo originario di garante della legittimità degli atti e dei diritti della popolazione seborghina”. Lei non può interpretare gli Statuti a suo piacimento.
Per quanto riguarda il Consigliere della Corona per la Motorizzazione e l’Anagrafe, il sig. Kabai ha già pagato per il suo comportamento; è inoltre una persona che fornisce un valido apporto al Principato, e che pertanto resta dov’è.

Trovo anche fuori luogo che Lei si permetta di esprimere considerazioni sull’ubicazione della mia residenza. Non è un affare che La riguarda. Da ultimo, quando Lei dice che il sig. Mutte “si preoccupa davvero del calo dei redditi e in alcuni casi anche dell’azione opprimente del fisco italiano” allude certamente al fatto che Mutte si è inventato di sana pianta che Seborga è zona franca e che ha creato una pseudo “Banca Centrale del Principato di Seborga”. Lei sa benissimo che Seborga non è zona franca e che al posto della fantomatica Banca non c’è nient’altro che un semplice terreno. Chi credete di voler prendere in giro? I governi africani presso i quali il sig. Mutte pare essere un habitué? Le Forze dell’Ordine italiane e francesi stanno conducendo in questo senso le opportune indagini. Una cosa giusta nel Suo discorso Lei la dice: “A Seborga c’è bisogno di soggetti limpidi”. È proprio così, e voi non lo siete”.

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