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Pigna, scoperto il progetto di costruzione di una mini centrale idroelettrica a Rio Carne

Tale struttura sarà ad uso esclusivo della società costruttrice, senza alcun vantaggio per la comunità pignasca, che anzi si ritroverebbe defraudata di uno dei luoghi più belli e puliti del territorio

Pigna. Nel Comune di Pigna si trova un luogo particolarmente incantevole dal punto di vista naturalistico, molto apprezzato dalla popolazione locale e dai turisti (italiani e stranieri) che lo frequentano soprattutto durante la stagione estiva.

Il Comitato Amici del Rio Carne ha scoperto da pochi giorni, il progetto di costruzione di una mini centrale idroelettrica da parte di una Società Privata.

Lungo il percorso del Rio si formano delle spettacolari polle di acqua cristallina circondate da rocce levigate e boschi di lecci e ontani, i laghetti sono balneabili e di particolare bellezza.

Questo piccolo paradiso naturale è raggiungibile attraversando un antico ponte romanico in pietra.
Proprio nella zona sottostante al ponte, la Società Remna srl intende costruire uno sbarramento con lo scopo di incanalare l’acqua per attivare una micro centrale idroelettrica.

Tale struttura sarà ad uso esclusivo della società costruttrice, senza alcun vantaggio per la comunità pignasca, che anzi si ritroverebbe defraudata di uno dei luoghi più belli e puliti del territorio.

Tale progetto prevede la costruzione di una chiusa in cemento armato alta circa 1,50 m spessa 1,80 m che innalzerebbe il livello dell’acqua a monte creando un lago artificiale che sommergerebbe per 12 mesi all’anno le fondamenta in pietra di un antico mulino risalente al 1528, ristrutturato e abitato e catalogato in PG 2 (pericolosità media) e l’adiacente muretto a secco, creando un reale rischio di frana e crollo del fabbricato, del muretto e del sentiero d’accesso.

Le variazioni climatiche tipiche della zona alternano periodi di siccità e alluvioni consistenti che hanno già creato in passato ingenti danni al delicato assetto geomorfologico della Val Nervia fortemente a rischio idrogeologico, come la recente alluvione nel gennaio del 2014, in poco tempo sono precipitati 500 mm d’acqua sul Gouta. A memoria d’uomo possiamo ricordare le alluvioni avvenute nel 1927, 1930,1966, 1970, 1994, 2000, 2002, 2008, 2009.

Durante gli ultimi eventi alluvionali il livello del torrente è cresciuto in maniera allarmante tanto da arrivare a riempire totalmente il suo alveo naturale inglobando le rocce circostanti e arrivando a meno di due metri dal mulino. Lo sbarramento alzerebbe il rischio ulteriormente.

Il torrente è di origine carsica, ciò estende il suo bacino oltre i limiti geografici ad esso riconducibili, impedendo una precisa misurazione della portata d’acqua nel periodi di precipitazioni intense che si sommano al normale flusso.

L’opera non garantisce la tutela dello stato ecologico del Rio Carne nelle sue attuali caratteristiche fisiche, morfologiche e idrologiche poiché l’acqua verrebbe deviata artificialmente.

Inoltre la costruzione di quel tipo di sbarramento e la tipologia di captazione dell’acqua porterebbero per legge ad un divieto di balneazione.

La bellezza del luogo attrae un notevole flusso turistico. L’opera ne cambierebbe radicalmente, totalmente e irrimediabilmente l’aspetto. Avrebbe certamente un effetto negativo sul turismo e sulle attività economiche della comunità locale che ne beneficia di conseguenza.

La normativa vigente stabilisce l’obbligo del Deflusso Minimo Vitale del Rio (vedi Decreto legge 152/2006) e l’opera suddetta con relativo incanalamento delle acque, non garantirebbe più la sopravvivenza di specie protette come il gambero di fiume presente su tutto il corso d’acqua.

Lo sfruttamento del territorio non può tenere conto solo degli esclusivi interessi privati e di mercato che, in questo caso, potrebbero generare un vero e proprio disastro ambientale. come già accaduto in altre regioni.

Ne sono un esempio il fiume Spöl, vicino a Livigno, e la Cascata delle Marmore in Umbria, dove il mancato rispetto dell’equilibrio idrico, complice l’omissione dei controlli da parte degli organi preposti e della società concessionaria, hanno creato danni irreversibili.

Gli abitanti di Pigna e i turisti, affezionati a questo luogo, sono venuti solo casualmente a conoscenza di questo progetto a metà agosto 2016. Insieme alla proprietà del mulino hanno l’intento di bloccarne la realizzazione. A questo scopo è iniziata una raccolta di firme contro quest’opera per conservare lo stato ecologico del torrente, proteggere l’attività socio economica della comunità locale, difendere il paesaggio e salvaguardare l’antico mulino.

In pochi giorni sono state raccolte più di 300 firme che sono in continuo aumento. Da sottolineare la presenza di molti firmatari di Castelvittorio che hanno avuto la triste esperienza di avere sperimentato sul proprio territorio una di queste minicentrali, proposte progettate e costruite proprio dalla stessa ditta, REMNA s.r.l. di Milano, che dovrebbe operare sul Rio Carne.

La centrale elettrica di Castelvittorio è stata bloccata dalla Provincia ed è tuttora inattiva pur avendo prosciugato un buon tratto del Gordale, devastato anche da manufatti in cemento.

Tra i frequentatori e firmatari della petizione molti abitanti della Val Nervia che hanno proposto di raccogliere firme anche in punti fissi quali librerie e/o esercizi commerciali della costa per informare il maggior numero di persone affinché aiutino il comitato a sostenere la causa ambientale che non vuole vedere modificare o distruggere questo angolo di paradiso.

Tra i firmatari anche dei consiglieri di minoranza del Comune di Pigna che hanno provveduto a presentare un’interpellanza sulla “centrale del Rio Carne al Consiglio Comunale programmato per ieri 22 agosto 2016 ore 20”.

Il Consiglio comunale è stato molto partecipato dalla popolazione intervenuta proprio per la discussione sulla centrale elettrica; il vicesindaco ha presentato a grandi linee il progetto confutando le dimensioni dello sbarramento ma confermandone sia tipologia che il luogo scelto per la costruzione; non ha mostrato nessun cartaceo, solo slide preparate per l’occasione ed ha dichiarato che “non è stata rilasciata nessuna autorizzazione né dalla giunta né dal consiglio sulla pratica partita nel 2011; il Comune avrebbe espresso la “ non contrarietà” al progetto ponendo delle condizioni ( ma non risulterebbero verbali); non c’è stato nessun passaggio in commissione edilizia ma ci sono state 2 conferenze dei servizi chieste dal soggetto promotore”.

Il pubblico non ha gradito il modo con cui la precedente e l’attuale Amministrazione hanno gestito questo progetto, tenendo all’oscuro la cittadinanza e mostrandosi “ non contrari” al luogo scelto per costruire l’opera.

Si è citato più volte la recente esperienza di Castelvittorio e si è ribadito che la raccolta firme andrà avanti, si continuerà ad informare la gente affinché i lavori a Carne non abbiano inizio.

Al termine di una discussione tra amministratori e tra pubblico ed amministratori, il Sindaco ha dichiarato ” di non aver nulla in contrario circa le opere per produrre energia verde ma di essere consapevole dell’importanza naturalistica e faunistica del luogo perciò il Comune non rilascerà nessun titolo approvativo”.

Di fronte ad ulteriori proteste da parte del pubblico, il Sindaco ha dichiarato che tra una decina di giorni avranno un incontro con la ditta Remna e, subito dopo, si terrà un incontro pubblico per chiarire i termini del progetto.

Approfondimenti legislativi
D.L. 152/2006 – D.M. 28/07/2004 – D.L. 275/99 – Legge 183/89.

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