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Per le Vele d’Epoca una “preview” del Museo del Mare, aperte 10 sale su 30 foto

In mostra un'anteprima sulla navigazione nei tempi moderni e la storia dei 30 anni delle Vele d'Epoca

Imperia. Tre giorni di preview, l’8, il 9 e il 10 settembre. Dalle 17 alle 23, durante il raduno delle Vele d’Epoca, aprirà il nuovo Museo Navale di Imperia proprio nella di Calata Anselmi dove saranno ormeggiate le ottanta “Signore del Mare”. “Non si tratta di un’inaugurazione – precisa il direttore Flavio Serafini –  ma apriremo al pubblico dieci delle trenta sale museali. Il visitatore si immergerà nel fantastico mondo della palombaristica, della subacquea, della Seconda Guerra Mondiale, quindi dei sommergibili. E’ prevista ovviamente una mostra dedicata ai 30 anni delle Vele d’Epoca”.

E’ una sorta di “anteprima” in vista di quella che potrebbe essere l’apertura completa del museo. Sui tempi, tuttavia, Flavio Serafini preferisce non sbilanciarsi. “Il Comune deve reperire fondi, questo è quello che posso dire. Il tetto, che presenta una situazione delicata e complessa perché sta collassando, ha necessità di essere sistemato, ma vanno anche sistemate le uscite di sicurezza. Quindi resta fuori dalle sale che si potranno visitare durante il meeting velico tutta la parte dedicata a Capo Horn, alla storia della vela pure quelle testimonianze altrettanto suggestive”.

museo navale imperia

Ci sono poi dei veri e propri tesori che Imperia ha conservato nel tempo come la “Tenda Rossa” dove trovarono rifugio i membri della sfortunata spedizione polare del Dirigile “Italia”. Si tratta di oggetti personali e ricordi dell’ammiraglio Viglieri, ufficiale di rotta dell’aeronave, tra i quali indumenti polari, documenti e opere a stampa. Un museo che, una volta ultimato, potrà mettere a disposizione anche di esperti e studenti di istituti nautici e ingegneria navale diari di bordo, libretti di navigazione, documenti contabili, patenti, contratti – dalla metà del Settecento in poi; quadri marinari, uniformi, ex-voto, libri e carte nautiche ottocentesche, cimeli e documenti sulla navigazione velica del Capo Horn, e una ricchissima panoramica sui cantieri navali, unita ad attrezzi di lavoro e diorami. E non mancano ex voto, strumentazione della navigazione e cartografia, uniformi e cantieristica.

Museo Navale

Oggi le dieci sale che sono state allestite mettono in mostra il meglio della navigazione nei tempi moderni. “Ma si tratta di una piccola percentuale rispetto a quello che prevede il progetto definitivo di questo museo che – secondo Serafini – potrebbe diventare tra i primi 820 musei del genere al mondo e il secondo in Europa dopo Oslo dove l’intera Capitale è praticamente un museo dedicato al mare e alla navigazione. Una volta completato ci saranno anche una biblioteca, sale multimediali e coffee shop per i visitatori”.  E proprio Flavio Serafini, fondatore e primo conservatore, che è riuscito a catalizzare attorno alla singolare e pregevole iniziativa del Museo, non solo i più autorevoli tecnici/collaboratori, ma anche l’entusiasmo di tanti appassionati cultori, collezionisti e ricercatori di argomenti e storia rnarinara, con l’incredibile risultato di salvaguardare un patrimonio unico e vasto di testimonianze delle tradizioni marinare liguri e nazionali.

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