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“No borders”, Sap: “E’ stucchevole assistere alla loro conferenza stampa”

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Ventimiglia. Il concetto di democrazia dei disperati sociali “No borders” oggi si è ma-nifestata proprio durante la loro conferenza stampa a Ventimiglia. Come premessa, a tutti i giornalisti intervenuti, hanno chiesto di fare domande in modo ordinato, che detto da dei pro-fessionisti del “disordine sociale e pubblico”è tutto dire. Poi hanno aggiunto che non avrebbero risposto alle domande non gradite, perché sono abituati a parlare con giornalisti compiacenti e che condividono la loro protesta. Ecco il loro vero volto! È stucchevole sentire dalla loro viva voce che è giusto tutelare la loro “privacy” quando di contro loro stanno tenendo in “ostaggio” l’intera cittadinanza di Ventimiglia che ha dimostrato, con i fatti da ben due anni, di compren-dere oltre ragione il flusso dei migranti. Non è certamente sfuggito, a noi, che il primo dei por-tavoce ha, per così dire, “dimenticato” di rispondere ad una precisa domanda del primo giorna-lista: perché non protestate contro la Francia considerato che sono loro che non vogliono acco-gliere i migranti presenti a Ventimiglia?

Al giornalista rispondiamo noi: sarebbero già tutti arrestati, processati e condannati.

Poi, come sempre, non hanno esitato ha confermare il loro livello di “umanità” nel non espri-mere, in qualsiasi forma a loro gradita, una sorta di cordoglio per la morte di una persona.
Non si può morire a 53 anni per colpa di chi non è in grado di arginare la violenza di un gruppo di irresponsabili che ostacola quotidianamente il lavoro delle Forze dell’Ordine alimentando tensioni e scontri e facendone una vera e propria bandiera ideologica. Da mesi il Sap chiede che a Ventimiglia, così pure come in altre zone sensibili in tutta Italia, vengano investite più risorse per affrontare una situazione ormai totalmente fuori controllo. Le nostre richieste al Viminale sono rimaste lettera morta. Tant’è che gli agenti sono diventati il capro espiatorio di una moltitudine di ragazzotti benestanti dei centri sociali, finti-ribelli, che aizzano i migranti al solo scopo di provocare disordini. Il sistema dovrebbe essere in grado di evitare queste commistioni pericolose con determinazione e severità: il problema deve essere affrontato con risolutezza. Quanti altri agenti dovranno morire prima che il governo decida di intervenire concretamente?”. Se l’esecutivo vuole portare avanti le politiche delle ‘porte aperte’ in fatto di immigrazione, allora deve stanziare i fondi necessari per gestire i migranti. Non chiediamo gloria, ma solo dignità, rispetto e tutela per il nostro lavoro.

Il Segretario Provinciale Stefano Cavalleri

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