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Multe ai “meteoterroristi”, esultano gli operatori turistici della Riviera

Ed è pure prevista l’introduzione di un codice di condotta o autoregolamentazione per tutti i soggetti che trattano e diffondono via web i dati

Imperia. Una proposta di legge per l’istituzione di un’Autorità che sul meteo accerterà e sanzionerà “eventuali comportamenti lesivi degli interessi degli utenti” prevedendo l’istituzione del Servizio meteorologico nazionale distribuito. “Era ora – esultano gli operatori turistici della Riviera – per anni abbiamo dovuto fare i conti con le numerose disdette dei vacanzieri che rinunciavano ai soggiorni perché avevano letto o sentito previsioni catastrofiche”.

Segue con interesse questo nuovo capitolo della vicenda “meteoterrorismo” Americo Pilati di Federalberghi. “Purtroppo ci sono portali web che non sono attendibili. I messaggi che vengono diffusi non sono precisi e creano solo danni alla nostra categoria. Oggi, con le vacanze mordi e fuggi i turisti pretendono sempre il sole e non si mettono in viaggio in caso di annunciato maltempo. Il problema è che spesso queste previsioni non sono scientifiche, perciò si rivelano inesatte e generano notevoli danni alle attività economiche, soprattutto d’estate nelle località balneari”.

“Di fatto, ad oggi, chiunque può aprire un sito web e formulare previsioni meteo. Ma quando si opera in questo settore, vanno garantiti elementi di scientificità che attualmente non si vedono”, aggiunge Bettina Bolla, presidente e portavoce di “Donnedamare”. Ma ora Montecitorio cerca di mettere un po’ d’ordine. Con la proposta di legge vengono introdotti tra l’altro requisiti formativi e professionali del meteorologo, con particolare riguardo alla formazione universitaria e post-universitaria. Attualmente sono solo tre i corsi di laurea specialistici per la formazione in meteorologia. Ed è pure prevista anche l’introduzione di un codice di condotta o autoregolamentazione per tutti i soggetti che trattano e diffondono via web i dati.

Questi soggetti saranno obbligati ad affiancare alle previsioni correnti quelle per lo stesso periodo dell’anno precedente, riportando anche l’accaduto e consentendo così al pubblico una valutazione della loro affidabilità sul meteo.

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