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Massimo Quarta porta il virtuosismo sul Sagrato dei Corallini

Una serata dedicata al virtuosismo

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Cervo. Massimo Quarta suona davanti al mare di Cervo sabato 6 agosto – ore 21.30 – sul Sagrato dei Corallini e propone una serata dedicata al virtuosismo, con un percorso circolare che si apre e si chiude con Ravel, interpretando pagine celeberrime del repertorio violinistico. Al pianoforte Stefania Redaelli.

C’è un elemento, la cui presenza ancestrale ha accompagnato alcuni momenti importanti della mia vita: il mare. Ero in mare a pescare ostriche quando, appena undicenne, fui letteralmente trascinato fuori contro la mia volontà da mia madre e portato al Conservatorio di Lecce, la mia città, a sostenere l’esame di ammissione nella classe di violino. Ed ero seduto davanti al lungomare di Genova quando, nel 1991, sentii forte dentro di me che avrei veramente potuto vincere il Concorso Paganini”.

E  in effetti Massimo Quarta lo vinse, il Premio Paganini, in quel 1991: il primo violinista italiano ad ottenere questo ambito riconoscimento dopo la vittoria di Salvatore Accardo, avvenuta nel 1958.  Da lì è iniziata una carriera inarrestabile, che lo ha portato ad esibirsi per le più prestigiose istituzioni concertistiche in tutto il mondo e ad occupare un ruolo di primissimo piano nel panorama artistico internazionale: come solista, in formazioni cameristiche e, recentemente, anche nel concomitante duplice ruolo di solista e direttore. Massimo Quarta suona il violino Antonio Stradivari “Marechal Bertier-ex von Vecsey” del 1716.

PROGRAMMA:

  1. Ravel Sonate Posthume
  2. Franck Sonata in La maggiore
  3. de Sarasate Carmen Fantasy op. 25
  4. Paganini I Palpiti – Tema con variazioni sull’aria “Di tanti Palpiti” di G. Rossini
  5. Ravel Tigane – Rapsodie de Concert

Spetta a Niccolò Paganini (1782-1840) il ruolo di grande innovatore della tecnica violinistica, ideatore di un nuovo tipo di virtuosismo estremo, spinto a livelli di difficoltà prima impensabili: tricordi, armonici doppi, registri sovracuti, balzati, pizzicati alla sinistra, arpeggi e glissandi. Una ricerca tecnica inesauribile, che sarebbe però sbagliato considerare fine a se stessa: la tecnica è anzi fonte di azzardate novità timbriche, armoniche e ritmiche, con un enorme ampliamento dell’orizzonte espressivo – e interpretativo –  dello strumento. La  pratica violinistica, con lui, va ben oltre la semplice struttura di “melodia più accompagnamento” in uso fino al secolo XVIII , raggiungendo risultati stupefacenti. Perfettamente “in tema”, a tal proposito, I Palpiti,  tema con variazioni sull’aria Di tanti palpiti dal Tancredi di Rossini.

Dopo Paganini, la nuova generazione di virtuosi nascerà a stretto contatto con il linguaggio classico-romantico, che ha il suo fulcro in Francia e nel mondo tedesco: tra gli altri, Pablo De Sarasate (1844-1908), che studiò a Parigi e che divenne il virtuoso di violino per eccellenza. La Carmen Fantasy è una rielaborazione di alcuni temo celebri della Carmen di Bizet, trascinante e appassionata, giocata su virtuosismi tecnici appunto “paganiniani”.

Poi Maurice Ravel (1875-1937), con il suo accentuato gusto del virtuosismo e della tecnica trascendentale per gli strumenti solisti, di cui  la Tzigane  – definita da Ravel come un pezzo virtuosistico nel gusto di una rapsodia ungherese – è fulgido esempio. Alcuni hanno addirittura azzardato una relazione fra questo modo virtuosistico di concepire il solismo strumentale e l’amore di Ravel, che rasentava la mania,  per i più complicati giocattoli meccanici.

Da tutto questo si stacca in parte Cesar Franck (1822-1890), che elabora, molto gradualmente, un suo personalissimo linguaggio artistico, caratterizzato da un forte interesse per il cromatismo e l’aspetto timbrico, mediati però dagli schemi formali della tradizione classica. La Sonata in la maggiore  – in forma ciclica –  si impone nella musica cameristica francese come la pagina meglio riuscita del suo genere: percorsa da un particolare slancio melodico e da intenso fervore lirico, possiede tuttavia una grande limpidezza strutturale e un infallibile equilibrio, appunto “classico”, nel dialogo tra i due strumenti. Allo stile di Franck si rifà, in parte, la Sonate Posthume del 1897 di Ravel, che apre la serata a Cervo.

In caso di maltempo, il concerto si terrà all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista.

Prezzi biglietti: poltrone: € 30,00 – ingressi: € 20,00; ragazzi dagli 11 ai 19 anni e studenti sino ai 26 anni: € 10,00; bambini sino ai 10 anni e disabili ingresso gratuito.

Ѐ attivo il servizio navetta dal tradizionale posteggio del Festival (Via Steria) a Piazza Castello dalle ore 19,30 alle ore 1,00. Il Festival è organizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo nell’ambito della Scadenza unica 2016 Performing Arts. In collaborazione con FAI – Fondo Ambiente Italiano – Presidenza Regionale Liguria. Con il patrocinio e il contributo di Regione Liguria

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