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In Riviera la tassa di soggiorno è “off limits”, ass. Berrino: “Sì invece al registro turistico”

Un progetto che si auspica possa, senza ulteriori tributi e nell'indotto, equivalere il tesoretto che l'imposta sta fruttando nei 650 comuni italiani in cui è in vigore

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Imperia. In Riviera la tassa di soggiorno è “off limits”, almeno per il momento. Dopo le ipotesi di alcuni amministratori locali favorevoli – sotto l’egida di un consorzio – all’introduzione dell’imposta su chi viaggia, l’assessore al turismo in Regione Liguria Gianni Berrino spiega: “in questa stagione 2016  non è possibile che i comuni istituiscano nuove tasse a carico dei contribuenti”.

Secondo l’articolo 4, comma 14, della Legge di Stabilità infatti, il potere degli enti di deliberare aumenti di tributi è sospeso fino al 31 dicembre 2016. Tuttavia, come continua Berrino, “a riguardo e in conseguenza a ciò, su richiesta anche di 35 amministrazioni, lo scorso 5 agosto una riunione di Giunta in trasferta a La Spezia ha approvato la creazione di un registro turistico che doterà,  previa iscrizione, tutti i comuni della nostra bella Liguria di un nuovo strumento ”.

Dunque un elenco ufficiale regionale delle località turistiche avente come primario obiettivo la riqualificazione e rivalorizzazione delle stesse nell’economia di terzo settore, nonché quello di un più ampio coinvolgimento anche dei comuni dell’entroterra nelle attività di promozione tra territori limitrofi e centri balneari. Un progetto che in passato aveva destato alcune polemiche da parte di chi sosteneva che la sua istituzione portasse in automatico i comuni aderenti a introdurre la tassa di soggiorno, e che invece si auspica possa, senza ulteriori tributi e nell’indotto, equivalere il tesoretto che l’imposta sta fruttando nei 650 comuni italiani - tra cui Genova, La Spezia e Savona - dove è in vigore.

Nella medesima occasione e sempre su proposta dell’assessore Berrino,  la Giunta ha inoltre approvato l’elenco dei criteri per la valutazione delle strutture ricettive all’aria aperta che nella nostra regione sono costituite da circa 150 camping e a cui verranno assegnate da quattro stelle a una a seconda del possesso degli standard di decoro e di qualità.

E nel segno della sburocratizzazione, sono state approvate anche nuove modalità di utilizzo delle risorse che derivano dal cambio di destinazione d’uso delle strutture da alberghiero a residenziale: le quote versate dai proprietari potranno essere utilizzate direttamente dai Comuni, pur restando il vincolo del 75% d’impiego nella riqualificazione turistica del territorio.

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