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In Comune ha aperto un tavolo permanente per la valorizzazione del bacino di Oneglia

Il piano regolatore portuale risale al 2002 ed è scaduto nel 2012; occorre essere rivisitato prima di approdare in consiglio comunale

Imperia.Valorizzare il bacino onegliese rispondendo alla domanda del turismo nautico e dei traffici commerciali marittimi. Dopo che quattro anni fa è scaduto il Piano regolatore portuale che ha bisogno di essere aggiornato ed essere esaminato dal consiglio comunale, ecco che il Comune ha deciso di aprire un tavolo permanente con gli operatori portuali, la capitaneria, Dogana, gli operatori commerciali, turistici, le categorie, gli agenti marittimi, Assonautica e Go Imperia.

“La volontà del Comune – ha spiegato il vicesindaco Beppe Zagarella – è quella di raccogliere le proposte di tutti per migliorare l’attività in banchina. Sia la nautica da diporto che i traffici commerciali, questo secondo un mio parere, posso convivere, ma occorre avere una visione d’insieme. Giusto che ogni soggetto che oggi era al tavolo presenti proposte e osservazioni per arrivare ad un piano di massima condiviso. Quella di oggi era una prima riunione, ma ne abbiamo già fissata una seconda subito dopo le Vele d’Epoca”.

prp imperia

Nel dettaglio c’è da migliorare l’aspetto della banchina di Calata Cuneo dove oggi convivono pesca e nautica da diporto con un ormeggio che va migliorato nei servizi, quindi la banchina oceanica dove possono attraccare mega yacht, ma anche navi mercantili, da crociera o per servizi tecnici (dragaggi, materiale per infrastrutture a terra ndr). Si tratta di aver una visione globale su come utilizzare al meglio i 22 mila metri quadrati comprese la banchina da 250 metri e l’avamporto davanti ai Silos dell’Agnesi per una lunghezza di 110 metri. Sul bacino portuale imperiese, anni fa, era stati compiuti studi interessanti, ma ormai superati, da parte dell’Università di Genova. E lo ha ricordato questa mattina il presidente dell’Assonautica Lucio Carli. “Certo andrebbero rivisti – ha sottolineato –  ma sarebbe sicuramente un buon punto di partenza perché conteneva indicazioni e consigli sullo sviluppo dello scalo. Certe indicazioni potrebbero essere ancora valide e quindi da sfruttare”.

Un approdo che, è bene ricordarlo, rappresenta un grande patrimonio storico e risorsa imperiese e, specie in passato, ferveva di traffici mercantili (commercio dell’olio e della pasta, del legname e, per un certo periodo, persino componenti per la FIAT ed autovetture finite, che venivano imbarcate per il sud Italia). Per diversi anni fu l’unico sbocco sul Mediterraneo del Ducato di Savoia (Principato di Piemonte) e, per questo, luogo strategico più volte insidiato e cannoneggiato dai nemici dei Savoia del momento (Regno di Francia, Spagnoli). Ora si pensa al suo futuro.

Il sindaco Carlo Capacci e la sua giunta da tempo ha puntato la sua attenzione su questa area strategica per lo sviluppo della città. Non da meno le categorie commerciali che, dal canto loro, auspicano un utilizzo della banchina che, per quanto riguarda quella oceanica, e in parte Calata Cuneo, non è sfruttata appieno.

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