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Imperia muove i primi passi verso la raccolta rifiuti in “house”

Per il depuratore non è stata attuato alcun provvedimento di messa in mora, ma il Comune chiede verifiche tecniche attente

Imperia. Il Comune di Imperia studia i primi passi strategici per il futuro servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e opta per la soluzione in “house”. L’obiettivo è quello di ridurre al massimo i tempi di proroga dell’affidamento a Teknoservice e passare dalla fase emergenziale a quella programmatoria. Lo ha fatto questa mattina la giunta comunale per voce dell’assessore all’Ambiente Pino De Bonis che vuole esercitare ogni azione politica e strategica e traguardare entro pochi mesi ad una soluzione che possa portare benefici alla collettività imperiese.

“La migliore strada da percorrere – spiega l’assessore –  è quella di arrivare ad una soluzione di una società pubblica, anche in forma consortile con i Comuni individuati all’interno dell’ambito territoriale a cui affidare in house il servizio di raccolta dei rifiuti. Per questo motivo la giunta ha deciso di dare mandato agli organi tecnici del Comune di individuare aziende pubbliche specializzate nel settore come ad esempio l’Amaie, e quindi capire quali soluzioni adottare comunque in tempi brevi”.  E a proposito di tempi bisogna anche progettare un sistema efficiente di raccolta porta a porta spinto. “Anche questo necessario per poter rispondere agli obiettivi di legge, alle percentuali obbligatorie di recupero e di raccolta differenziata”.

“Tuttavia – dice De Bonis –  i tempi a disposizione dall’attuale gestione emergenziale sarò impossibile prevedere la costituzione di un soggetto adatto alla gestione de S.I.A.. In caso di scelta dell’opzione in house providing l’indirizzo non potrà che prevedere in questa fase una preventiva indagine dei soggetti potenzialmente idonei, a cominciare dalla loro collocazione logistica, dall’assetto organizzativo, il know how e la disponibilità”. Inoltre va anche considerato che a partire dal 1 gennaio 2021 Imperia sarà parte di un comprensorio per il quale dovrà essere organizzato ed affidato in maniera unitaria il servizio di raccolta, trasporto dei rifiuti,  nonché lo spazzamento stradale.

Nel corso della riunione odierna sono state illustrate e discusse in giunta le linee guida per migliorare il Servizio di igiene ambientale, ma soprattutto è stata fatta una fotografia dettagliata della stato dell’arte, su quello che sono stati gli indirizzi (avendo aderito alla delibera verso rifiuti zero e alla mozione per il servizio di raccolta e dei rifiuti).

CASO DEPURATORE. I miasmi del depuratore tengono ancora banco a Imperia. Tante le segnalazioni arrivate in questi giorni. “Ci spiace che i cittadini abbiano avvertito cattivi odori – ha sottolinea l’assessore all’Ambiente Pino De Bonis – ma stiamo correndo ai ripari e quindi abbiamo chiesto di intervenire celermente e scoprire le eventuali cause che hanno portato a questa situazione e quindi risolvere”.  Al momento non è stata avviata una procedura di messa in mora? “Prima cerchiamo  di capire attraverso verifiche tecniche che cosa è successo”, risponde De Bonis. Che cosa hanno provocato i miasmi? “Tutto ciò potrebbe derivare da qualche processo della depurazione che è una fase precedente del sistema prima del passaggio dai filtri”.

E l’affidamento del depuratore a Rivieracqua? “Possibile – risponde l’assessore all’Ambiente Pino De Bonis – Secondo noi ci sono le condizioni per cominciare a valutare una gestione congiunta con la Spa che riunisce la maggior parte dei Comuni della Riviera di Ponente. Inoltre abbiamo l’esigenza di essere conformi alla delibera della Provincia e quindi affidare l’impianto a breve alla società per azioni. I tempi devono essere ristretti – avverte lo stesso assessore – non possiamo più certo dormire sugli allori”.

Tecnici, dirigenti, funzionari, tecnici comunali e del consorzio provinciale delle acque si sono già incontrati per raggiungere ad una definizione positiva delle trattative.

L’accordo tra Comune di Imperia e Rivieracqua comporterà anche un notevole risparmio di denaro. A conti fatti si parla di almeno un milione di euro. Va considerato che i costi del depuratore attualmente gravano sul bilancio dell’ente comunale imperiese. Per la definizione degli accordi si attende ora la risposta dell’esame dei documenti inviati alla Corte dei Conti su chi tra Comune e Rivieracqua, deve coprire il differenziale dei costi rispetto alle soglie del 2012.

 

 

 

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