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Imperia, Ginetto Sappa rivive il suo film: “Caduto per evitare un ostacolo”

Ricoverato in cardiologia in ospedale sarà dimesso dall'ospedale tra oggi e domani; ecco che cosa ricorda parlando col cronista di Riviera24

Imperia. “Sto bene, sto bene”. Sorride, ma è ancora dolorante alla scapola e al volto. “Ma il cuore funziona bene e oggi o domani torno a casa”. Ginetto Sappa, vittima di un brutto incidente in bici sulle alture di San Romolo a Sanremo, riavvolge il nastro di una tragedia sfiorata. “Intanto mi piacerebbe rivedere quel ciclista che mi ha soccorso per primo, poi il personale del 118 che è stato eccezionale, così come il personale del Santa Corona che mi hanno assistito in modo meraviglioso”, racconta Ginetto Sappa dal letto dell’ospedale di Imperia.

“Sì, è vero mi sono spaventato pure io. Che cosa è successo? Forse ho evitato di impattare contro un’auto o contro un animale e sono finito in una scarpata. Un grosso albero ha frenato la corsa. Per fortuna indossavo il caschetto altrimenti non so proprio come sarebbe andata a finire”. L’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Imperia sta meglio. Parla al telefono e spera presto di lasciare l’ospedale. “Il cuore è apposto. Hanno fatto tutti gli esami possibili e immaginabili, ma non hanno trovato nulla. Cadendo ho riportato la frattura di una scapola, la classica frattura del ciclista quando cade. Ho una ferita sopra gli occhi. Ma ripeto il cuore funziona ed è la cosa più importante”.

Quindi non è stato un malore la causa dell’incidente? “No, non direi – risponde l’ex amministratore pubblico ancora sdraiato nel letto del reparto di cardiologia – Ho un vago ricordo di quello che mi è successo, ma il malore non c’entra. Di sicuro quella domenica dopo aver fatto un’escursione in solitaria stavo scendendo dalle alture di Sanremo. Non andavo veloce. Ai 20 chilometri all’ora al massimo. Alla fine di un rettilineo, tra i tornanti della discesa, probabilmente ho incrociato un Suv, un furgoncino o un animale. Questo non lo ricordo bene. Sono finito fuori strada e sono caduto nella scarpata rotolando tra rami e rovi. Sono finito contro un albero. E’ stata la mia salvezza”.

Una carovana di ciclisti è passata da lì a poco nel punto dell’incidente. “Solo l’ultima vedendomi sanguinare si è fermato e mi ha soccorso – ricorda Sappa – Lo ringrazio e vorrei rivederlo così come quelli che  mi hanno raggiunto poco dopo: il personale del 118 e i militi. Eccezionali tutti. Mi sono svegliato in un letto di ospedale. Davanti a me l’équipe del primario Giorgio Barabino della rianimazione del Santa Corona (lo stesso che aveva avuto in cura Robert Kubica, il pilota di Formula Uno rimasto gravemente ferito in un rally ad Andora ndr). Ho ricevuto un’assistenza straordinaria. Medici e infermieri hanno seguito costantemente l’evolversi della situazione fino a quando non hanno deciso di trasferirmi a Imperia. Grazie a tutti di cuore, grazie a quelli che hanno chiesto come stavo, che si sono preoccupati e che sono stati vicino alla mia famiglia”.

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