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I giovani artisti del Quartetto Guadagnini protagonisti a Cervo

Il Quartetto Guadagnini nasce nel 2012 e da allora calca la scena di molte tra le più prestigiose realtà musicali nazionali.

Cervo. Il Quartetto Guadagnini suonerà sul Sagrato dei Corallini, in Piazza San Giovanni Battista, giovedì 25 agosto – ore 21.30 : ancora giovanissime eccellenze del panorama musicale internazionale accolte dal 53° Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo per una serata dedicata al repertorio cameristico classico e romantico.

Nell’esistenza di un musicista  – hanno affermato unanimi i componenti del Quartetto Guadagnini -   non esiste un  tempo per la musica ed un tempo per la vita: la musica è vita e tutto ruota attorno ad essa.  Affermarsi e farsi strada, oggi,  non è affatto semplice: umiltà, dedizione e sacrificio sono  l’occorrente necessario.  Ci impegniamo molto in questo e,  di tanto in tanto, le gratificazioni arrivano anche per noi”.

Vengono da quattro città diverse, sono giovani e affiatati, si formano con i preziosi  insegnamenti del Quartetto di Cremona (costituito da musicisti genovesi) presso l’Accademia “W. Stauffer”: Fabrizio Zoffoli – violino, Giacomo Coletti – violino, Matteo Rocchi – viola, Alessandra Cefaliello – violoncello: ecco il Quartetto d’archi Guadagnini, attualmente tra le formazioni più promettenti del nostro panorama musicale.

Vincitore del premio dedicato a Piero Farulli all’interno della XXXIII edizione del Premio “Franco Abbiati”, il più prestigioso riconoscimento della critica musicale italiana, il Quartetto Guadagnini nasce nel 2012 e da allora “calca la scena” di molte tra le più prestigiose realtà musicali nazionali e ha già ricevuto premi e importanti riconoscimenti. I quattro musicisti, seppur molto giovani, dimostrano di possedere grande autonomia creativa e ottima sintonia nell’interpretazione.

Il Quartetto Guadagnini ha il privilegio di poter suonare quattro strumenti d’eccezione, di scuola piemontese, ricevuti in prestito da Gianni Accornero: Fabrizio suona un bellissimo violino Giovanni Francesco Pressenda datato 1838, Giacomo un Francesco Guadagnini del 1885, mentre Matteo e Alessandra, rispettivamente, una viola e un violoncello di Annibale Fagnola, datati 1910.

PROGRAMMA

A. Mozart: Quartetto per archi n° 15 in re minore K 421 – Allegro – Andante – Minuetto e trio. Allegretto – Allegro ma non troppo.

Dvořák: Quartetto per archi n. 12 “Americano” in fa maggiore, op. 96 – Allegro, ma non troppo – Lento – Molto vivace – Finale.

Quartetto K. 421 (1783) è l’unico dei sei dedicati ad Haydn in tonalità minore: un re minore che ne sottolinea il carattere dolente, fin dall’esordio, e che solo a tratti dà spazio, attraverso le modulazioni in maggiore, ad una fugace e apparente serenità. Ecco allora il secondo tema del primo movimento Allegro moderato, che però inesorabilmente ritrova, nella coda, la desolante  rassegnazione; oppure il secondo movimento Andante, pausa distensiva assai breve, che tradisce l’imperante malinconia del pezzo. Torna il minore nel Menuetto, piuttosto energico, complesso nell’accentuazione e nei giochi armonici, contrastato dal Trio in tonalità maggiore, che solleva e dona un momento di “galante” distensione. Il quartetto si conclude con un omaggio proprio al dedicatario dell’opera, Haydn: un tema con variazioni (Allegro ma non troppo, di nuovo in re minore) che ripiomba nel dolente stato d’animo iniziale.

Fine, nel lavoro mozartiano, il dialogo tra gli strumenti, che disegnano l’arguta elaborazione tematica, il variegato cromatismo, la perfetta scrittura contrappuntistica, l’intensità drammatica.

Dvořák occupa un posto di rilievo nel panorama della musica nazionale ceca del Novecento: in particolare ne coglie ed esalta l’anima popolaresca e contadina, scegliendo per le sue composizioni una genuina freschezza melodica e una spontaneità inventiva. Privilegia le danze e i ritmi ora nostalgici, ora allegri, poi sentimentali e festosi tipici del patrimonio etnico boemo e slavo, rielaborandoli e mediandoli con la una sensibilità particolare, donando loro una maggiore coesione strutturale e compositiva. Istinto, quindi, ma anche solida preparazione tecnica, ottimismo, limpidezza espressiva, ricchezza inesauribile di temi e idee musicali, fantasia timbrica e ritmica particolarissima. Ecco allora il Quartetto op. 96 (1893), composto nella cittadina americana di Spilville, popolata di boemi immigrati: “Americano”, appunto, denso di accenti e richiami tematici del folclore statunitense, così come nella Sinfonia detta “dal Nuovo Mondo”.  Armonie cangianti e ritmi sincopati per il  primo movimento Allegro, ma non troppo, struggente malinconia nel secondo, Lento, fantasioso e tenero il Molto Vivace, ricco di umori popolareschi, infine, il Rondò conclusivo, una pagina di genuino sapore boemo – torna l’eco della sua terra, quindi –  che richiama tradizionali danze contadine.

In caso di maltempo, il concerto si terrà all’interno della Chiesa di San Giovanni Battista.

Prezzi biglietti: primi posti: € 25,00 – secondi posti: € 20,00 – ingressi: € 15,00. ragazzi dagli 11 ai 19 anni e studenti sino ai 26 anni: € 5,00. bambini sino ai 10 anni e disabili: ingresso gratuito. Il Festival è organizzato con il contributo della Compagnia di San Paolo nell’ambito della Scadenza unica 2016 Performing Arts. Con il patrocinio e il contributo di Regione Liguria.

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