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Cremazioni in aumento, De Bonis lancia la proposta: “Un forno crematorio a Imperia”

Attualmente le cremazioni vengono effettuate a Nizza e Savona, ma in futuro potrebbero essere gestite in "house"

Imperia. Moderni sepolcri da custodire in casa, dove hanno sempre vissuto, accanto a chi hanno amato. Negli ultimi tre anni la polizia mortuaria del Comune di Imperia ha gestito oltre 700 cremazioni. Nei primi sette mesi di quest’anno coloro che hanno deciso di farsi cremare sono stati 282 e secondo una proiezione della stessa polizia mortuaria imperiese a fine anno la quota delle 300 unità sarà ampiamente superata.

Sono sempre di più quelli che trovano la libertà di dire: riposerò altrove. Non solo Arrigo Boito, Indro Montanelli, Cesare Musatti, Filippo Turati. Pirandello scriveva: “Lasciatemi disperdere, ma se questo non si può fare, sia l’urna portato in Sicilia e murata in qualche rozza pietra della campagna di Girgentu dove nacqui”. E per molti non si tratta più solamente di una scelta d’amore, per la libertà, ma anche economica: con la crisi in atto sempre più persone decidono di farsi cremare.

Un aumento del numero delle cremazioni che ha spinto Pino De Bonis, l’assessore comunale addetto ai servizi cimiteriale a lanciare una proposta: “Aprire un forno crematorio a Imperia che possa servire tutta la provincia e il comprensorio ingauno, vallate comprese. Ovviamente nel pieno rispetto delle norme ambientali”, dice mettendo anche le mani avanti perché sa che questo genere di strutture generano anche incomprensioni “se non vengono spiegate nei termini giusti”. E lo stesso assessore ricorda: “Ho la delega all’ambiente certamente il forno dovrà essere compatibile col territorio”.

Ha pensato anche ad una zona della città in particolare?: “No, troppo presto. Prima di parlare di zone e progetti questa, che ripeto è solo una idea, deve essere discussa al tavolo politico. Non c’è nulla sulla carta”.

Ma la proposta potrebbe essere concretizzata in tempi anche medio brevi dal momento che nei cimiteri di Imperia c’è carenza di spazio per loculi e tombe. “L’idea è frutto di un ragionamento sui numeri: tante sono le cremazioni, in costante aumento, poche sono le tombe disponibili”. Non va poi ignorato il capitolo costi di gestione e le opportunità economiche. Attualmente le cremazioni sono assicurate a Nizza o Savona. Se un forno crematorio, rispettando emissioni e normative, venisse realizzato a Imperia potrebbe coprire un bacino che va da Albenga a Ventimiglia. E non è poco anche in termini di costi nel trasferimento delle salme. L’operazione di cremazione invece ha un costo approssimativo di 560 euro.

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