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Colussi apre le procedure di mobilità, pronte 100 lettere di licenziamento?

Giovedì alle 11 faccia a faccia con i vertici aziendali sulle somme di denaro da destinare a chi verrà trasferito e a chi lascerà Imperia

Imperia. Il gruppo Colussi ha aperto le procedure di mobilità. Un provvedimento che era nell’aria e che ora è stato ufficializzato. Durerà presumibilmente fino alla fine dell’anno. Di fatto Colussi è legittimata, già fin d’ora, a spedire le lettere di licenziamento.

Vero anche che è stato predisposto un piano di trasferimento del personale con l’inserimento in organico di lavoratori presso Leinì, Tavernelle e Fossano, ma anche in aziende “esterne” come la Class o la Plin che hanno le loro attività in Riviera. Di fatto è iniziato l’ultimo capitolo della storia dell’Agnesi. Si arriverà quindi alla chiusura dello stabilimento di via Schiva a Oneglia. Si è parlato della possibilità di aprire un Museo della Pasta che possa ricordare la storia e l’impegno dei lavoratori fin qui profuso in quasi un secolo di industria. Ma resta un progetto che deve essere ancora affinato.

In concreto c’è l’altro capitolo quello degli incentivi che l’azienda deve garantire alle maestranze. Se ne è parlato il 21 luglio scorso, quindi il discorso è stato affrontato in assemblea la settimana scorsa, ma domani sarà nuovamente oggetto del confronto con l’azienda. Gli emissari di Colussi arriveranno a Imperia alle 11. Un faccia a faccia che si preannuncia decisivo. Poi è in programma l’assemblea dei lavoratori. Sindacati e Rsu illustreranno l’esito delle trattative. L’auspicio è quello di poter portare a casa il miglior risultato possibile. Ma di certo pesa quella procedura di mobilità che suona come una “condanna a morte” di un’azienda che per Imperia e il comprensorio era il simbolo di industria che aveva conquistato anche i mercati nazionali.

E vale anche una riflessione. I sindaci del comprensorio albenganese stanno valutando l’ipotesi di agire legalmente nei confronti di coloro che avevano sottoscritto l’accordo di programma di rilancio della Piaggio nel 2008 perché si sentono traditi e offesi. Allo stesso modo è lecito domandarsi perché per l’Agnesi i sindaci del comprensorio imperiese non abbiano fatto altrettanto. Ma i lavoratori Agnesi non possono più restare in silenzio e attendono delle risposte il più velocemente possibile.

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